Anche se la curva del contagio si appiattisce sempre più, il virus continua a circolare non ultimo in ambienti delle società di Serie A. Proprio quella che dovrebbe ripartire per prima. Le notizie degli ultimi giorni circa la positività di alcuni calciatori e addetti dello staff medico della Fiorentina, della Sampdoria e, in numero minore, del Torino, hanno alquanto frenato le speranze di una prossima ripartenza che resta ancora in bilico.
E se ci sarà, avverrà non prima di una quarantina di giorni dal momento che le squadre debbono ancora iniziare gli allenamenti di gruppo. Stiamo parlando della serie A soltanto perché il campionato dei cadetti, bene che vada, scenderà in campo diversi giorni dopo.

Quando, cioè, il quadro sanitario potrebbe registrare una situazione migliore. E comunque tale da permettere alle società di attuare protocolli meno costosi, ma ugualmente in grado di tutelare la salute dei cosiddetti "gruppi squadra". A conferma dell'attuale preoccupante situazione, il ministro dello Sport e delle politiche giovanili, dai microfoni di "Seila TV Bergamo" ha precisato ieri pomeriggio che, dopo le notizie dei contagi in alcune squadre di calcio «sarà necessario capire quale sarà l'evoluzione sanitaria prima di dare una risposta certa sulla ripresa dell'attività agonistica. La prudenza resta la parola d'ordine anche alla luce dell'incontro con il Comitato tecnico-scientifico. Quello che è successo negli ultimi giorni certamente non aiuta...».

La proposta di Gravina
Nella situazione attuale in cui le incertezze continuano a sussistere in maniera consistente, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha deciso di mettere le mani in avanti per evitare quello che ha sempre temuto e che soltanto la conclusione sul campo dei campionati potrebbe evitare. Stiamo parlando dei ricorsi che sorgerebbero come funghi se il capitolo delle promozioni e delle retrocessioni dovessero essere decisi dalle Leghe e dalla Figc nel caso di una definitiva sospensione dei campionati.
Che, nella mente del presidente federale, potrebbe anche determinarsi soprattutto per la Serie B.
Il presidente Stirpe ha ragione quando dichiara che i campionati vanno conclusi sul campo e che le regole ci sono e vanno applicate nel modo migliore in presenza di una situazione straordinaria, quale può essere lo stop di un campionato prima che giunga al termine.
Ciò non toglie che ci saranno ugualmente società che, alla fine, adiranno la giustizia sportiva.
Ne è convinto anche il presidente Gravina al punto che ha più volte dichiarato di non volere trascorrere l'estate nelle aule dei Tribunali. Anche per questo si sta battendo perchè alla fine ci sia il verdetto del campo contro il quale nessuno potrà mai opporsi.

Ed ecco allora la sua proposta per avere tempi più celeri per arrivare ai verdetti nel caso di conclusione anticipata dei campionati. Il presidente della Figc intenderebbe saltare i gradi della Giustizia sportiva e lasciare il Tar del Lazio come unico organo per opporsi alle decisioni adottate in fatto di promozioni e retrocessioni. Vedremo se l'ipotesi di cambiamento avrà sviluppi nella direzione esposta dal presidente Gravina o resterà solo un tentativo fatto per cercare di accorciare i tempi dei processi.

Il caso Frosinone-Palermo
Il 16 giugno è ormai prossimo. Quella sera di due anni fa si giocò la partita che il Frosinone vinse sul Palermo grazie alle reti di Maiello e Ciano per tornare nella massima serie. Fu anche la sera in cui il Palermo di Maurizio Zamparini non digerì la sconfitta. Al punto che iniziò l'assurda battaglia del presidente dei rosanero nel tentativo di invalidare il sacrosanto verdetto del campo. C'è voluto più di un anno per arrivare alla sentenza definitiva con il dossier che veniva palleggiato da un grado di giudizio all'altro e, più volte, anche in seno allo stessa Corte sportiva, riformulata nella composizione dei giudici. Eppure l'atto più importante, e cioè il referto del direttore di gara, non ammetteva una interpretazione diversa da quella che emergeva da una lettura, nemmeno tanto attenta. Cionostante il verdetto è giunto alla conclusione del campionato successivo.