La ripresa delle udienze è lontana. Ma soprattutto, nell'attuazione scientifica delle disposizioni anti-contagio da Covid 19, sembrerebbe che a non essere stati interpellati siano stati proprio loro, i professionisti del diritto. Che trascorrono la maggior parte della loro vita nell'adempimento di una delle professioni più nobili. Così gli avvocati del tribunale "di frontiera", quelli che hanno capeggiato battaglie senza repiro per evitare la chiusura del presidio, ora scrivono al ministro della Giustizia Bonafede.

«Onorevole ministro, mi permetto di disturbarla in questo momento di grande difficoltà per il nostro Paese e per il nostro settore - si legge nella lettera aperta a firma del presidente del Consiglio dell'Ordine, Gianluca Giannichedda - Ho evitato di scriverle quando, ad emergenza già conclamata, lei attendeva a sospendere le udienze e i termini processuali, costringendo avvocati, cancellieri, giudici e utenti a fare udienza in spazi angusti, senza presidi, senza sicurezza, tanto da obbligare l'avvocatura a proclamare l'astensione; quando ha pensato di introdurre le udienze da remoto, in un paese che di "remoto" può permettersi solo il passato, senza attenzioni per le garanzie delle parti processuali; quando molti avvocati mi hanno chiamato per chiedermi cosa ne sarà della giustizia e cosa succederà "dopo". Mi chiederà perché ho deciso di scriverle ora.

Perché è il momento di ripartire, ma i rischi sono tanti! Perché, a fronte del suo silenzio, nella circolare del 2 maggio scorso sulle misure preliminari per la riapertura è stato scritto a tutti (presidenti, procuratori, dirigenti) tranne che agli avvocati: ancora una volta mi è sembrato di leggere poca considerazione per l'avvocatura, quasi fosse una mera "controparte" del sistema. Forse si è persa un'altra occasione per rimarcare il ruolo indispensabile degli avvocati. E se lei non ne fosse convinto, le basterebbe entrare in qualsiasi tribunale per rendersi conto che, senza il contributo degli avvocati, non potrebbero stare aperti nemmeno come musei. Se vuole, venga a trovarci a Cassino così potrà verificare quanto fa l'avvocatura».