Rapina al bar Elletti con danneggiamento ed evasione dagli arresti domiciliari: scatta la condanna a due anni e mezzo. È l'esito del processo, con il rito abbreviato e con l'imputato in videoconfereza, al frusinate Stefano Pommella, 31 anni, difeso dall'avvocato Luigi Tozzi. Pommella era accusato di esser evaso dagli arresti domiciliari, il 20 agosto 2019, e di esser andato al bar Elletti di corso della Repubblica, sfondando la vetrina blindata per sottrarre dal fondocassa la somma di 100 euro e di aver usato violenza nei confronti del titolare dell'esercizio con il quale ingaggiava una violenta colluttazione.

Il proprietario, infatti, allertato dal sistema di allarme del bar era prontamente intervenuto e aveva cercato di bloccare Pommella, che con spinte e strattoni riusciva a sottrarsi alla presa e a fuggire. All'imputato è stata pure contestata la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale. Pommella, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, è stato sottoposto a perizia psichiatrica da parte del dottor Carlo Pizzutrelli che ha diagnosticato un vizio parziale di mente.

Ieri davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglai Morante si è svolto il processo con rito abbreviato. Il pubblico ministero Adolfo Coletta è partito da una pena base di sei anni e, in virtù del rito, ha chiesto una condanna a quattro anni. Il difensore, dal canto suo ha fatto leva sul vizio parziale di mente e ha cercato di far cadere l'accusa più grave quella di rapina.

Il giudice, al termine della camera di consiglio, ha stabilito una pena di due anni e mezzo. In ossequio alla disposizione di contenimento del Coronavirus, la partecipazione dell'imputato è avvenuta da Rebibbia in videoconferenza.