I cancelli dello stabilimento Fca di Cassino dovrebbero riaprire il prossimo 19 maggio. Non c'è ancora il timbro dell'ufficialità, ma quello che per ora è certo è che il 14 maggio terminano le nove settimane di cassa integrazione in deroga e Fca non ha annunciato con i canonici 25 giorni di anticipo altra cassa ordinaria. Da indiscrezioni che trapelano da Palazzo Chigi nel prossimo decreto dovrebbero essere annunciata altra cassa in deroga, ma Fca se vuole può comunque lavorare: il 27 aprile è infatti ripresa l'attività nel sito di Atessa, in Val Di Sangro, dove si produce il Ducato. E ora anche Piedimonte potrebbe riaccendere i motori dell'Alfa Romeo: ci sarebbe difatti anche un ordine dal Giappone. Ma i sindacati chiedono che, al rientro, i lavoratori siano messi in totali condizioni di sicurezza.

Lo hanno chiesto con forza le sigle confederali Cgil, Cisl e Uil ed ora sul tema interviene anche l'organizzazione di base FlmU-Cub. Il sindacato in una nota spiega: «Si ricorda e si sottolinea che il Testo unico sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, legge 81 del 2008, prevede che il datore di lavoro ha l'obbligo e il dovere di salvaguardare la salute del lavoratore e che deve essere il datore di lavoro a creare le condizioni favorevoli per la tutela e prevenzione. La stessa legge 81/2008 prevede che il datore di lavoro si avvalga di figure competenti quali le RSPP (Responsabili sulla prevenzione e sicurezza) e i medici competenti aziendali. I medici competenti sono a conoscenza delle patologie del lavoratore, sono a conoscenza della mansione che il lavoratore stesso svolge e pertanto è il medico aziendale competente che valuta la idoneità o non idoneità temporanea del lavoratore».