Per la seconda volta in sette giorni non si registrano contagi in provincia di Frosinone. È un altro piccolo-grande passo verso la ripresa della normalità. In questa settimana di riapertura, seppur parziale, delle attività finora si segnalano cinque casi e mai più di due al giorno. Un risultato che ripaga degli sforzi effettuati durante il lockdown. In ospedale al momento risultano ricoverati per Covid circa trentacinque pazienti.

Il bollettino
Il consueto aggiornamento sullo stato dell'epidemia in provincia di Frosinone, fornito dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato parte proprio, per la Ciociaria, dagli zero contagi (si resta così a 655) e dagli zero morti. Quindi si segnalano le 28 persone uscite dall'isolamento domiciliare. A questi numeri vanno aggiunti i 21 guariti che si aggiungono agli altri che ce l'hanno fatta, per un totale di 245 guariti. Attualmente ricoverati per Covid all'ospedale di Frosinone ci sono circa 35 pazienti, un numero ben al di sotto dei posti letto che erano stati creati per far fronte all'emergenza con l'utilizzo di spazi ulteriori, rispetto a quelli di malattie infettive, a medicina Covid, alla medicina d'urgenza Covid oltre che in terapia intensiva.
L'Asl aveva predisposto fino a 86 posti letto per fronteggiare la fase più acuta dell'emergenza.
Gli spazi poi si sono progressivamente ridotti a 66 fino al punto di pensare di destinare a tali malati esclusivamente il reparto di Malattie infettive con i suoi 26 posti. Ci siamo quasi.

Nel bollettino della protezione civile, invece, si passa da 571, dato rimasto tale per due giorni, a 573 su 7.034 casi registrati da inizio epidemia nella regione Lazio.
Attualmente in regione secondo i dati dell'assessorato alla Sanità gli attuali positivi sono 4.348, i ricoverati 1.291, quelli in terapia intensiva 89, le persone in isolamento domiciliare 2.968, mentre i decessi sono stati 543. I guariti sono 2.143.

La situazione
Tra i guariti, due sono di Paliano.
Lo conferma il sindaco Domenico Alfieri che dice: «La Asl ci ha comunicato che due nostri concittadini sono negativizzati e quindi guariti dal Covid-19. Vi abbracciamo forte e oggi possiamo dire: è andato tutto bene!». A Sora zero contagi da diversi giorni. «Situazione statica, nessun nuovo contagio. A Sora siamo fermi a 42», informa il sindaco Roberto De Donatis.

Dato stabile pure a Cassino. «Per il  settimo giorno consecutivo abbiamo zero cittadini di Cassino positivi al Coronavirus - dichiara il sindaco Enzo Salera - Questo trend ci lascia ben sperare. Dobbiamo sempre ricordare che è importante mantenere il distanziamento sociale e che le uscite devono essere limitate ai casi di necessità».

La storia
A Monte San Giovanni Campano si registra il decesso di un anziano che era risultato positivo al Covid.
L'uomo di 83 anni, con pregresse patologie, era ricoverato a Roma per subire un intervento chirurgico.
Nel corso degli esami ai quali si è sottoposto prima dell'operazione è risultato positivo al virus,seppur asintomatico. Una volta effettuato l'intervento, l'uomo sarebbe morto per le complicanze post operatorie e dunque non per Covid. Ieri si sono svolti i funerali.
Tuttavia, per precauzione i familiari sono stati sottoposti al tampone per scongiurare la possibilità di eventuali contagi.

L'identikit delle vittime
L'Istituto superiore di sanità ha aggiornato, al 29 aprile, i profili delle vittime di Covid-19. L'analisi si basa su un campione di 25.452 pazienti positivi deceduti in Italia.
L'età media di questi è 79 anni. Le donne sono 9.684 (38%). L'età mediana dei pazienti deceduti positivi a Sars-CoV-2 è più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazientiche hanno contratto l'infezione. Le donne morte dopo aver contratto infezione da Sars-CoV-2 hanno un'età più alta rispetto agli uomini. Quanto alle patologie preesistenti, con riferimento a 2.351 vittime per le quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche, il numero medio è di 3,3.

Complessivamente, 90 pazienti (3,8% del campione) presentavano zero patologie, 340 (14,5%) presentavano una patologia, 504 (21,4%) presentavano due patologie e 1417 (60,3%) presentavano tre o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 24% dei pazienti deceduti positivi seguiva una terapia con Ace-inibitorie il 16% una terapia con Sartani. Nelle donne (764) il numero medio di patologie osservate è di 3,4; negli uomini (1.587) il numero medio di patologie osservate è di 3,2. Nel 92,5% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con Covid-19.
In 166 casi (7,5% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all'infezione.

In 17 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 68 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco, ictus), in 23 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale,cirrosi), in 58 casi altre patologie.

L'insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (97,1% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,3%), sovrainfezione (12,6%)e danno miocardico acuto (10,9%). La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (85% dei casi), meno usata quella antivirale (57%), più raramente la terapia steroidea (37%).
Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di Covid-19. In 486 casi (21%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie.

Al 4,4% dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Sars-CoV-2 è stato somministrato Tocilizumab.
I tempi mediani che trascorrono dall'insorgenza dei sintomi al decesso sono 10 giorni, dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale 5 giorni e dal ricovero in ospedale alla morte altrettanti. Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 3 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (8 giorni contro 5 giorni).

Al 29 aprile sono 284 dei 25.452 (1,1%) i pazienti vittime di Sars-CoV-2 di età inferiore ai 50 anni.
In particolare, 59 di questi avevano meno di 40 anni (39 uomini e 20 donne con età compresa tra 0 e 39 anni).Di 9 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 40 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche,diabete,obesità) e 10 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.