La chiusura di bar, hotel e ristoranti potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa. È l'allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del prolungamento del lockdown al primo giugno per la ristorazione, sulla base delle previsione dell'Oiv (Organizzazione mondiale della vite e del vino).
In Italia quasi quattro cantine italiane su 10 (39%) secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' registrano un deciso calo del fatturato con l'allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano da cui nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone per un giro d'affari di 11 miliardi. «A pesare – precisa la Coldiretti – è la chiusura della ristorazione con un forte calo delle esportazioni, aggravato anche dalle difficoltà logistiche e della disinformazione. Le spedizioni di vino fuori dal confine nazionale hanno raggiunto nel 2019 – ricorda la Coldiretti – i 6,4 miliardi di euro, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale».

A livello nazionale la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti «ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all'estero un elemento di traino per l'intero Made in Italy, alimentare e non. Occorre trovare risorse aggiuntive comunitarie e nazionali per finanziare ogni utile strumento per la riduzione delle giacenze e per il contenimento della produzione di vino proveniente dalla prossima vendemmia». La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con cui, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari.

La misura avrebbe inoltre l'effetto di favorire l'acquisto di alcol italiano che sugli scaffali ha triplicato le vendite secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità per evitare un eccesso di offerta.
L'interrogazione a Zingaretti
E ieri Laura Corrotti, consigliere Lega Regione Lazio, ha presentato un'interrogazione al presidente Nicola Zingaretti per chiedere in che modo la Regione Lazio intenda sostenere il settore vitivinicolo, «importante non solo per l'economia ma anche per il turismo, la storia e le tradizioni del Lazio».

«Le aziende vitivinicole a causa del lockdown hanno subito un crollo delle vendite in Italia e lo stop totale delle esportazioni, generando così un incremento delle giacenze – scrive la consigliera leghista Corrotti – Le aziende, oltre a fronteggiare le forti perdite subite fino ad oggi, si troveranno così con la necessità, anche logistica, di avere spazio per far posto alla nuova produzione. Si manifesterà infatti tra qualche mese un altro problema, quando si inizierà a pianificare la vendemmia e le cantine non avranno smaltito il vino che avevano prodotto la scorsa annata».