L'idea c'è. Adesso entra nel vivo la fase operativa.
Già oggi (mentre a metà settimana si terrà il vertice con esperti esterni) avrà luogo la prima riunione tra i tecnici del Comune di Frosinone sul progetto di fattibilità tecnica di realizzazione di una metropolitana di superficie che colleghi in modo diretto la stazione ferroviaria con piazzale De Matthaeis, lungo la principale direttrice di traffico cittadina. Ma in cosa consiste il progetto? Nei giorni scorsi l'amministrazione Ottaviani è risultata assegnataria da parte del Mit di un finanziamento da 5,6 milioni di euro, rientrante nel "Piano nazionale strategico per la mobilità sostenibile", con il quale il Comune intende, appunto, realizzare una metropolitana leggera di superficie.

Un'idea suggestiva, accarezzata da tempo dall'amministrazione Ottaviani. Suggerita anche dall'Università "Sapienza" in un recente studio sul tpl di Frosinone legato al bando appena espletato, era una proposta già presente nel programma di primo mandato del sindaco Nicola Ottaviani, improntata a un progetto di sviluppo eco-sostenibile della città che non può non tener conto di forme di mobilità e trasporto alternative e a impatto zero sull'eco-sistema urbano. L'impostazione filosofica di fondo, infatti, che sta alla base di questa idea, è quella di incentivare e favorire il più possibile il trasporto pubblico urbano, inducendo i cittadini ad usare il meno possibile il mezzo privato per ottenere tre diversi risultati: ridurre l'inquinamento da smog (considerati gli alti livelli di pm10 che ogni anno si registrano a Frosinone); diminuire in maniera drastica il traffico; agevolare una maggiore vivibilità degli spazi urbani.

Il progetto si svilupperà lungo i 3,5 chilometri che uniscono la stazione ferroviaria (piazzale Kambo) e piazzale De Matthaeis, passando per via Marittima e via Moro; sei le fermate ipotizzate per ora: stazione, via Fontana Unica, Liceo Scientifico, Parco Matusa, ascensore in clinato, De Matthaeis; tempi di percorrenza stimati tra i sette i dieci minuti per coprire una tratta. Il mezzo utilizzato, che viaggerebbe su una corsia dedicata delimitata da cordoli, lungo tra i 12 e i 18 metri, sarà ecologico, essendo i motori elettrici e alimentati da batterie al litio di nuova generazione: leggere, durevoli e capaci di garantire fino a 300 km con una sola ricarica.

Una tecnologia così evoluta da rendere un lontano ricordo le fallimentari esperienze degli anni passati con i piccoli bus elettrici alimentati dalle obsolete e batterie al piombo. Il buon funzionamento delle batterie è garantito per 10 anni, dopo i quali tipicamente le batterie dovranno avere il 70% della capacità iniziale, mentre sul mercato ci sono anche batterie al grafene ad altissima densità energetica. Il costo di uno di questi mezzi è compreso fra i 300.000 e i 500.000 euro a seconda della dimensione. L'extra costo rispetto ad un autobus alimentato dal gasolio o dal metano che bruciano nel motore termico, verrà recuperato attraverso il risparmio sul costo del carburante e sulle spese di manutenzione del motore a combustione interna.

Un autobus, infatti, in media percorre 3 chilometri con un litro di gasolio e percorre fra i 30.000 e i 60.000 chilometri all'anno, consumando fra i 10.000 e 20.000 litri di carburante. Mentre il costo dell'energia elettrica che serve ad alimentare la flotta non solo è più basso, ma può essere ulteriormente ridotto rendendo fotovoltaiche le stazioni di ricarica. Incalcolabili i benefici a livello di abbattimento di inquinamento atmosferico e rumoroso (i mezzi sono, infatti, silenziosi). Senza intoppi, a dicembre la metropolitana potrebbe entrare in funzione considerato che, non necessitando di rotaie e cavi elettrici sospesi per l'alimentazione, i costi di allestimento della linea sono fortemente abbattuti.