Il comparto dell'estetica è in rivolta, estetisti e parrucchieri sono confusi. Federica Comparone, imprenditrice nel settore cosmetico ed estetico ha delle preoccupazioni: «Fin da subito ho letto sui social professionisti che chiedevano a Conte di essere presi in considerazione. Il Governo conosce bene il settore estetico, sa che sono ambienti promiscui, dove difficilmente si possono rispettare il distanziamento sociale e gli standard di sicurezza. Per metterci tutti in regola abbiamo bisogno di sostegno adeguato, anche economico».

«La mole di lavoro che potrei generare non sarebbe, forse, sufficiente nemmeno a pagare le spese di base. Inoltre sono necessari investimenti consistenti per sanificare l'ambiente, i filtri degli aspiratori, i filtri dei condizionatori. Tutto dopo aver versato migliaia di euro di tasse e senza aver percepito nemmeno un euro di contributo statale, in una situazione di grave emergenza.

Se vogliamo protestare facciamolo in maniera sensata, affinché arrivino sostegni adatti alla ripartenza - continua Federica Comparone - Potremmo chiedere che ci diano più velocemente possibile il contributo dei 600; che sia snellito e semplificato il procedimento burocratico per accedere al finanziamento; che venga maggiormente controllato il lavoro a nero; che ci diano un protocollo da seguire alla riapertura di facile attuazione; che ci sia una giusta rivisitazione dei tempi e delle modalità per pagare i tributi. Voglio tornare a lavorare, il prima possibile, con la certezza di non essere a rischio o di mettere a rischio gli altri ma anche sapendo che c'è un sostegno forte e radicato a chi lavora e paga le tasse».