Fase 2 e ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, sarà consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio a partire dal 4 maggio, ma per la riapertura dei locali non se ne parla almeno fino al primo giugno, come per i parrucchieri e le estetiste. Ma questo non basta. C'è chi rischia di non aprire la saracinesca quel famoso primo giugno. Il grido disperato di queste categorie attraversa tutta la Penisola. L'accusa comune è quella di una Governo incapace di raccogliere e interpretare quel grido condannandoli al lavoro nero o alla chiusura delle attività che rappresentano la loro unica fonte di sostentamento e in cui hanno investito i sacrifici di una vita. La situazione rischia di diventare esplosiva, soprattutto in un territorio, come il nostro, segnato da un'economia ferma da anni e con poche prospettiva di crescita.

Il gesto eclatante di qualche giorno fa, di Giampiero Pigliacelli titolare dell'Osteria Panzini di Frosinone, che ha minacciato di dare fuoco al suo locale, deve essere il termometro che la misura, per molti, è colma. Quel gesto non è rimasto nell'oblio ma è saltato addirittura alla cronaca nazionale. Proprio oggi le telecamere di Rai 2 sono arrivate nel capoluogo ciociaro per farsi raccontare a viva voce dal diretto interessato il dramma che sta vivendo lui e tutto il comparto ristorazione. In diretta su 'I Fatti Vostri', il titolare di 'Osteria Panzini' si è dapprima scusato per il tenore estremo di quel gesto paventato, di quel momento che poteva trasformarsi in tragedia, ma non ha esitato a dire la sua. Ciò che Pigliacelli e tanti commercianti come lui si domandano è come fare per sopravvivere fino al primo giugno. Secondo i dati della Camera di Commercio, riferibili al mese di marzo, su 3262 piccoli esercenti, con molta probabilità circa 800 non riapriranno l'attività.

Parliamo del 22% di loro. Il settore è oramai al tracollo e quello che Giampiero Piagliacelli si domanda e domanda alle istituzioni stesse è perchè, a fronte di numeri oramai rassicuranti in Ciociaria sul fronte del contagio da coronavirus (un solo caso ieri, due quest'oggi in tutta la provincia e una curva stabile da giorni, senza nuovi decessi), non si possa riprendere a lavorare prima, ovviamente con le dovute cautele e precauzioni. Un'attività come la sua, seppur piccola, si traduce in diversi posti di lavoro che, a loro volta, significano famiglie da sfamare. E sempre lo stesso ristoratore, si domanda dove sia la cassa integrazione, ad oggi non percepita dai suoi dipendenti. Il quadro è drammatico per i ristoratori e, a salvarli dopo due mesi di chiusura, non sarà certo la possibilità della vendita d'asporto.

E così, Ciociaria Oggi e Latina Oggi, nelle loro versioni cartacee e web, hanno deciso di scendere in campo a sostegno dell'economia locale, in particolare proprio di ristoranti, bar, pizzerie, trattorie, sushi bar, gelaterie e affini che svolgono attività di consegna a domicilio e di vendita da asporto. Lo fanno con un'iniziativa completamente gratuita finalizzata a dare un aiuto concreto al settore in questo momento di straordinaria difficoltà: spazi gratis sui due giornali e sui due siti collegati (i più letti e seguiti delle province di Frosinone e Latina) in cui pubblicizzare le proprie offerte alla cittadinanza. Per aderire basta telefonare allo 0775.877073 dove si potranno avere tutte le informazioni necessarie.