La grande assente della conferenza stampa di domenica sera del premier Giuseppe Conte è stata la app per il tracciamento dei contagi.
Immuni, scelta attraverso una ordinanza del commissione per l'ermegenza Coronavirus Domenico Arcuri, non sarà diffusa prima di metà maggio, secondo le prime indiscrezioni. Il Governo intanto ha pronto un decreto che regola l'utilizzo dei dati da parte di questa app, in particolare quelli più sensibili. Dopo settimane di lavoro, il Governo pare confermare le indicazioni della prima ora: i dati relativi ai contatti stretti dell'app di tracciamento saranno conservati «anche nei dispositivi mobili degli utenti, per il periodo strettamente necessario al trattamento», e comunque non oltre il 31 dicembre 2020. L'app sarà volontaria ed è esclusa la geolocalizazione in favore del «tracciamento di prossimità», utilizzando il sistema bluetooth. Il mancato uso dell'app «non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all'esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati ed è assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento».

La piattaforma del ministero della salute, infine, è «realizzata esclusivamente con infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e gestite da amministrazioni o enti pubblici o in controllo pubblico». Resta il dubbio sull'efficacia di questo tipo di tracciamento: di certo permetterà di avere un numero più preciso di contatti ma sarà necessario anche istruire il personale sanitario che dovrà gestire questa app quando un malato dovrà segnalare i contatti. Appare indispensabile la compresenza del tracciamento tradizionale, ossia fatto da una persona che ricostruisce tutti i contatti.
Intanto da ieri la app è stata rilasciata per gli sviluppatori di Apple e Google. Un altro passo in avanti. E si è scoperta la prima vera novità: Immuni non sarà una app di contact tracing vera e propria ma di exposure notification, notifica di esposizione. Non ci sono contatti, non ci sono tracciamenti ma l'idea è la stessa: registrare il momento in cui due smartphone si avvicinano abbastanza e per un periodo di tempo significativo, e farlo in maniera anonima e sicura, poi incrociare i dati e nel caso avvisare i possessori di questi dispositivi che sono venuti in contatto con una persona positiva al Coronavirus.

Il bollettino: il virus rallenta
Il virus viaggia molto più lentamente in Italia e questa decrescita continua giorno dopo giorno. I nuovi casi registrati sono infatti 2.086, quasi identici a quelli conteggiati martedì. Con un trend di crescita fisso all'1%. Calano fortunatamente i decessi, 323 anziché 382. Uguali i guariti, 2.311, mentre si liberano altri 68 letti in terapia intensiva e 513 nei reparti Covid ordinari. Sono invece 63.000 i tamponi eseguiti nelle ventiquattro ore. Scendono un po' i contagiati in Lombardia, dove se ne contano 786, 83 in meno rispetto a ieri. Nell'altalena dei contagi risalgono invece a 411 quelli del Piemonte, più 59 di quelli segnalati ventiquattro ore fa. In Italia l'80% delle persone attualmente positive, nello specifico 83.652 malati, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Inoltre, su 100 tamponi solo 3,2 persone risultano positive: è il dato più basso dall'inizio dell'emergenza.

Salta il "Decreto aprile"
È saltato il Consiglio dei ministri previsto nella giornata di oggi che avrebbe dovuto dare il via libera al cosiddetto «Decreto aprile». Il provvedimento, contenente le misure economiche per superare l'emergenza, è ancora in fase di completamento e potrebbe essere varato dall'esecutivo a inizio maggio. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare anche un decreto sulle semplificazioni per le procedure burocratiche e uno legato agli investimenti per le infrastrutture e le grandi opere.

La situazione nel Lazio
Ieri il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha fatto il punto della situazione rispetto a uno dei temi più controversi delle ultime settimane, legato appunto ai soldi destinati ai lavoratori finiti in cassa integrazione. «La Regione Lazio – ha detto Zingaretti – ha evaso tutte le pratiche di cassa integrazione in deroga che sono state presentate. Abbiamo svolto un grande lavoro, un risultato ottenuto soprattutto grazie all'impegno dei dipendenti che hanno lavorato 7 giorni su 7. Garantire in tempi brevi il trattamento di cassa integrazione in deroga è stata da subito – ha spiegato Zingaretti – una nostra priorità, che abbiamo affrontato con senso di responsabilità e al servizio dei cittadini del Lazio. Per accelerare i tempi abbiamo inoltre attivato delle intese con Abi e Poste Italiane. Nello specifico – ha detto il governatore – sono 65.031 le domande ricevute dalla Regione Lazio per un totale di 166.923 lavoratori coinvolti e 37.721.020 ore di lavoro».
«Delle domande pervenute da parte delle aziende del territorio, oltre 31.000 sono già state autorizzate e inviate all'Inps per la liquidazione – ha aggiunto Claudio Di Berardino, assessore al lavoro e alla formazione della Regione Lazio – Attualmente le pratiche istruite corrispondono a un impegno economico complessivo di 305,5 milioni di euro, di cui 144,4 relativi al primo decreto di riparto assegnato al Lazio dai Ministeri del Lavoro e dell'Economia e il secondo, assegnato ieri, pari a 162.724.560 milioni di euro».

Abi: soldi alle Pmi
Il vice direttore generale dell'Abi Gianfranco Torriero, rispetto alla lettera del vicepresidente Leodori, spiega che «lo scorso 24 aprile Abi ha sottoscritto la Convenzione regionale per agevolare l'anticipo della cassa integrazione guadagni in deroga, a cui a livello nazionale ha aderito oltre il 95% in termini di totale attivo degli istituti bancari. Le risposte dell'Abi e delle banche alla crisi sono state immediate e oggi sono 20.835 i finanziamenti entro i 25 mila euro che hanno ottenuto la garanzia e oltre 1,3 milioni le richieste di moratorie sui prestiti per dare liquidità e credito a imprese e famiglie».

Il dato dei contagi nel Lazio
Nel Lazio è stato registrato ieri il dato più alto di sempre dei guariti (88 unità), maggiore di dieci unità rispetto ai nuovi casi positivi totali con un trend all'1,2%. Trend, tra parentesi, in continua discesa nelle province dove complessivamente ci sono stati sette nuovi casi positivi nelle ultime ventiquattro ore. I guariti sono in totale di 1.579, mentre ci sono stati diciassette decessi. I tamponi totali sono circa 134.000.