I pediatri dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una delle strutture in prima linea contro l'emegenza coronavirus, svelano l'esistenza di un legame tra Covid-19 e malattia di Kawasaki, una vasculite che colpisce i bambini sotto i 10 anni, più spesso prima dei 5. La causa di questa patologia, scoperta circa 50 anni fa, rimane ignota. Si pensa tuttavia che sia causata da un agente infettivo che, nei piccoli predisposti, provoca una risposta infiammatoria alla base dei sintomi. «In passato alcuni virus della famiglia dei coronavirus sono stati considerati come probabili induttori della malattia di Kawasaki.

Oggi sappiano che Sars-CoV-2 è uno di questi», annunciano i medici bergamaschi. Normalmente i sintomi tipici della malattia di Kawasaki sono febbre alta persistente, eruzione cutanea, alterazioni delle mucose e delle estremità. La complicanza più temibile è l'infiammazione delle arterie del cuore, che può causare dilatazioni aneurismatiche permanenti delle coronarie. In genere la patologia risponde molto bene alla terapia (immunoglobuline e acido acetilsalicilico, talora cortisone), e con il trattamento appropriato, somministrato in tempi rapidi, praticamente tutti i bambini guariscono.

L'allarme relativo alla gravità dei quadri più recenti di malattia di Kawasaki è già stato lanciato all'interno della comunità scientifica e fra i pediatri di famiglia, ricordano gli esperti bergamaschi. «Ora è in fase di sottomissione a un'autorevole rivista internazionale lo studio scientifico, a cui hanno preso parte anche i pediatri Annalisa Gervasoni, Laura Martelli e Maurizio Ruggeri, il cardiologo pediatrico Matteo Ciuffreda ed Ezio Bonanomi, responsabile della Terapia intensiva pediatrica, e di cui Verdoni sarà il primo firmatario».

Dal Papa Giovanni tengono a precisare che «solo una piccola minoranza di bambini infettati da Sars-CoV-2 sviluppa la malattia di Kawasaki, sicuramente meno dell'1%. Nonostante ciò, in previsione dell'imminente apertura alla "fase 2" della lotta all'epidemia - ammoniscono - è importante tenere presente tutte le conseguenze che questo virus insidioso può causare, sia nella fascia di età adulta che in quella pediatrica».