Sulla "fase 2" e l'approccio con cui affrontarla ci sono dubbi anche all'interno della stessa maggioranza che sostiene Giuseppe Conte. Le maggiori perplessità sono alimentate dalle difficoltà oggettive che alcuni settori commerciali e artigianali avranno da un altro mese di lockdown. In particolare bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste. Ieri anche il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, unico leader dei partiti di maggioranza (M5S si distingue per essere il primo partito al mondo ad avere un ex leader e un anonimo facente funzioni), ha espresso i propri dubbi sul tenere chiusi bar e ristoranti fino al prossimo 1° giugno.

La Regione Lazio guidata da Zingaretti, nelle riunioni dei giorni scorsi, aveva detto a queste categorie che orientativamente avrebbero potuto riaprire attorno al 18 maggio. È evidente che nemmeno il segretario Pd era al corrente delle intenzioni del premier. Il che la dice lunga sulla catena decisionale. Tanto che, proprio contro lo strumento del Dpcm sarebbe pronta a scagliarsi Italia Viva, che giovedì in Senato minaccia una dura reprimenda contro il premier. Ieri, per dire, Renzi ha parlato di Costituzione calpestata. È in questo clima, dunque, che nei prossimi giorni l'Italia si prepara al primo leggero allentamento delle misure di contenimento anti contagio. Il 4 maggio si comincia con il ritorno al lavoro di 4,5 milioni di persone e con una lieve libertà in più negli spostamenti.

Il faro da seguire, come ha spiegato il presidente del Consiglio, è però quello della curva dei contagi: se risale, le misure torneranno ad essere più dure.
In pratica è quel che dice la relazione del comitato tecnico-sicentifico sulla base della quale Conte ha stilato il Dpcm del 26 aprile. Ma è credibile che la curva epidemiologica non torni ad alzarsi? La domanda che ieri negli ambienti della maggioranza circolava è la seguente: se il 12 o il 18 maggio i contagi risalgono nuovamente, si torna al lockdown duro? Stando al documento del Cts, la risposta è sì. Ed è anche ovvio, considerando il comportamento del Covid 19. È per questo che il Governo dovrebbe studiare misure per convivere col virus, avendo in mente che non esiste alcuna riapertura senza rischio.

L'app sarà attiva da maggio
«Il premier Conte ha dato una molteplicità di informazioni ai cittadini come il momento richiedeva, non ha fatto cenno alla app di contact tracing, ma non significa che il lavoro non proceda: stasera abbiamo una riunione di coordinamento. La app si avvarrà di tecnologia bluetooth e non c'è alcuna controindicazione. A maggio, con le prime funzionalità, cioè il contact tracing, sarà in funzione, in tempi ravvicinati saranno attive anche le funzionalità più vicine al diario clinico. Non è stato ancora deciso se i dati raccolti dalla app per il contact tracing saranno conservati sui device dei cittadini o su un server pubblico». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri.

Def e decreto aprile
Nel decreto aprile che il Governo sta ultimando «sarà prorogata di due mesi la Naspi a favore di coloro che hanno il sussidio di disoccupazione in scadenza» e ci sarà un indennizzo «per colf e badanti che non hanno potuto lavorare in questo periodo». Lo detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in audizione sul Def appena varato. Il Governo, ha detto a proposito del pacchetto di interventi messi in campo fino ad oggi, insieme a quelli in dirittura di arrivo per contrastare l'emergenza economica dovuta alla crisi del coronavirus, ha predisposto «una manovra espansiva imponente di una entità mai raggiunta dal dopoguerra ad oggi.

Il Def prevede una ripresa nel 2021 che rappresenta una valutazione prudenziale, sull'ipotesi che la crisi dell'epidemia non sia superata completamente a inizio anno». «Per garantire i servizi essenziali, sarà costituito un fondo con una dotazione di 3,5 miliardi di euro in favore di comuni, province e città metropolitane, incluse le autonomie speciali», ha spiegato il ministro. «Per accelerare l'erogazione di queste somme e andare incontro alla carenza di liquidità entro pochi giorni dall'adozione del decreto sarà predisposta l'erogazione di un anticipo del 30% del fondo, parametrata alle entrate di ciascun ente». Sempre a proposito dei contenuti del prossimo decreto aprile, Gualtieri ha ribadito quanto affermato nei giorni scorsi dal premier Giuseppe Conte, spiegando che «per tutto il 2020 verrà eliminata l'Iva sulle mascherine».

I contagi: 2.000 nuovi positivi
Con 2.091 nuovi casi supera il tetto dei 200.000 il totale dei contagi in Italia da inizio epidemia. Risalgono un poco i numeri dei nuovi positivi che sono 352 più di lunedì, a conferma che la circolazione del virus più di tanto non scende. Risalgono purtroppo anche i decessi, ieri altri 382 (lunedì erano stati 333), che fanno superare nettamente il tetto delle 27.000 vittime da inizio epidemia. Molti i guariti, 2.317 in una giornata, mentre scendono ancora i ricoveri, sia quelli nei reparti Covid ordinari (meno 630) che nelle terapie intensive (altri 93 letti che si liberano in un giorno). Risalgono a oltre 57.000 i tamponi effettuati, quasi il doppio di lunedì.