Spostamenti intercomunali per l'acquisto di prodotti ortofrutticoli e florovivaistici: il sindaco Tommaso Ciccone scrive al prefetto chiedendo una nota di delucidazione circa la possibilità di effettuarli per procedere in tal senso presso valide imprese pofane.
Preoccupato non solo per l'emergenza sanitaria, ma anche per quella economica che attanaglia le aziende, Ciccone, sindaco di un Comune su cui operano circa cento aziende dei settori ortofrutticolo e florovivaistico, si rivolge al prefetto sottolineando l'impatto devastante dell'emergenza che ha causato la distruzione di migliaia di fiori e piante, il crollo degli acquisti, il collasso delle produzioni tipiche primaverili e il blocco delle vendite di alberature e cespugli, proprio nel periodo in cui molte aziende realizzano il 75% del fatturato annuale.

Effetti devastanti per l'economia di Pofi cui il sindaco Ciccone guarda con attenzione chiaramente anche alla luce del via libera del Governo alla vendita di piante e fiori, semi e prodotti similari. "L'art. 1, co1, f) del DpCM del 22 marzo 2020, - scrive il sindaco - ammette espressamente le attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli, consentendo la vendita, anche a dettaglio, di semi, piante e fiori ornamentali, ecc... Conseguentemente deve considerarsi ammessa l'apertura di punti vendita di tali prodotti organizzata in modo tale da assicurare il puntuale rispetto delle norme igienico sanitarie in vigore».

«Di qui la necessità di un chiarimento - prosegue Ciccone chiedendo lumi al prefetto - in merito alla possibilità da parte degli acquirenti di potersi recare in altri comuni per comprare tali prodotti, acquistabili da determinate e selezionate imprese del territorio. Ovviamente tale precisazione andrebbe a sostegno delle tante imprese site a Pofi che negli anni si sono imposte per qualità e unicità delle loro produzioni, conquistando posizioni di vertice a livello regionale e nazionale».