Scritte folli anche sui palazzi. La mano lesta che ha “colorato” la chiesa di Sant’Antonio, firmandosi “Il Conte” colpisce ancora. Stavolta a essere stato preso di mira è stato un palazzo di viale Bonomi. Non solo le scritte ma anche la sveglia all’alba per i condomini. Sì, perché alcuni degli abitanti del palazzo hanno sentito citofonare intorno alle 5 del mattino. Suoni insistenti che hanno buttato giù dal letto diverse persone. Dall’altra parte della cornetta, però, non rispondeva nessuno.

Quando i primi hanno varcato la soglia del portone d’uscita hanno notato le scritte sul muro della palazzina, in pieno centro. Scritte verdi, senza senso, simili nella grafia e nella modalità di esecuzione a quelle spuntate nella chiesa di piazza Diamare. Lì, in pieno giorno, tra le 10.30 e l’una, sono stati imbrattati i muri del complesso parrocchiale con numeri, disegni e parole sconnesse. Numeri, disegni e parole buttati lì senza un criterio, che non hanno ancora per- messo alcuna ricostruzione.

C’è lo schizzo di un volto, c’è un “ciao Enzo”, c’è un “esercito italiano evviva”, un “P...P...?”, e quei due anni “1948-1952” con il segno di frazione in mezzo. Anche all’interno della chiesa, di recente, è stato imbrattato il muro della cappella interna dedicata a Santa Rita dove è stata scritta una frase incomprensibile.

Qualche giorno prima su un altro palazzo del centro, in via Bari, all’interno dell’atrio sono comparse le stesse scritte. Anche in questo caso incomprensibili, tra frasi scritte per esteso e parole puntate. A questo punto, visto che gli episodi non accennano a diminuire lo stato di allerta inizia ad alzarsi.