Da una parte i primi soldi veri, quelli che andranno a sostanziare il fondo “SosteniAmo”, in aiuto alle fasce deboli. Dall’altra, soldi che non arrivano e fanno scattare l’ira di un giovane contro l’assessore e gli operatori del settore.

Il parapiglia

È accaduto tutto intorno a mezzogiorno. Stava per iniziare la conferenza stampa per illustrare i primi aiuti - concreti - rivolti a 78 famiglie disagiate di Cassino quando un habituè del Palazzo ha iniziato a inveire contro un assistente sociale, poi contro l’assessore Benedetto Leone intervenuto in difesa dell’operatrice. Parole grosse a cui è seguito un possibile tentativo di aggressione, scongiurato sul nascere dai presenti: a riportare la calma ha contribuito il responsabile del settore Pasqualino Matera e altri dipendenti dell’ambito culturale. Tutto per colpa di una bolletta Enel da 170euro che il settore “indugiava” a pagare. Motivi in qualche modo antichi, strascichi che si trascinano da tempo e argomentazioni spiegate ogni volta, dentro un’emergenza che purtroppo c’è, a volte non ha colpe e, spesso, sconfina.

Poi la conferenza

Dopo l’invettiva e l’intervento dei pacificatori, la calma è stata recuperata e l’assessore Benedetto Leone è entrato in sala Restagno, accompagnato dal sindaco, per raccontare un’altra storia, quella fatta di aiuti che realmente finiranno nelle tasche dei nuclei in difficoltà economica. Si tratta di 78.000 euro che saranno divisi in contributi da 1.000 euro a famiglie con un Isee che, stavolta, arriva fino a 4.000 euro.

Una rivoluzione all’interno di un settore che allarga le maglie della povertà per andare a sostenere anche quei soggetti che non bussano mai alle porte del palazzo disegnato da Fuscas ma hanno un immenso bisogno di aiuto. «È un tassello al fondo SosteniAmo, un primo intervento che insieme ad altri porterà a grandi risultati nel contrasto alle povertà», ha esordito il sindaco D’Alessandro. «Abbiamo alzato la soglia dell’Isee - ha detto l’assessore Leone - per estendere gli aiuti. C’è un substrato di povertà nascosta, che non si mostra ma ha davvero bisogno di essere sostenuta da parte nostra. I servizi sociali non devono fare assistenzialismo ma garantire che tuttiabbiamo gli stessi diritti, che ci sia un percorso di in- clusione e di sostegno per ognuno».

Il bando è partito ieri e scadrà il 31 dicembre. Ma le file erano già evidenti: in tanti si sono già recati in municipio per le domande. È stato il dottor Tartaglia a par- lare a nome del Consorzio dei Servizi sociali del Cassinate che ogni lunedì, mercoledì e venerdì sarà in Comune anche per aiutare le famiglie a compilare la richiesta di finanziamento.

Tartaglia ha ben illustrato le enormi opportunità che corrono lungo il settore dei servizi sociali, nell’ambito della “riforma” regionale, per dare non solo sostegno ma chance adeguate all’inclusione. E, soprattutto, ognuno sarà seguito passo dopo passo. «Le persone verranno monitorate perché i 1.000 euro non vengano usati per smartphone ma servano per raggiungere obiettivi mirati. Non abbiamo scelto voucher o tirocini formativi, a questo ci pensano le amministrazioni, ma un contributo che verrà rendicontato». Ultimata la graduatoria, gli aventi diritto potranno ave- re i soldi in tasca già tra un mese.