Un falso avvocato e due finte, avvenenti segretarie per mettere in piedi l’ennesima truffa agli anziani. La tecnica sempre la stessa: chiamare, chiedendo cospicue somme di denaro, per aiutare i figli in difficoltà o in stato di fermo in caserma dopo essere stati trovati senza assicurazione.

Nei giorni scorsi una ottantenne di Cassino era caduta nel raggiro consegnando ai malfattori circa 2.000 euro, prima che loro si dileguassero. Ai carabinieri aveva però fornito un dettaglio di non poco conto: una delle donne che l’aveva avvicinata era bionda distinta, con un vistoso foulard. Proprio come quella che ieri era stata segnalata ai militari da almeno 4 vittime.

E i tre potenziali truffatori sono stati denunciati: il finto avvocato di Napoli e le due biondissime segretarie di 47 e 57 anni, già note per associazione a delinquere, falsità materiale e ideologica, truffa, ricettazione e minacce nonchè sostituzione di persona. Bloccati su una Peugeot 208 bianca con una patente falsa perchè mai conseguita.

L’intervento degli uomini del maggiore De Luca è stato così rapido da non permettere ai malintenzionati di circuire le vittime, 4 anziani tra i 73 e gli 84 anni, di Cassino. Quando la prima delle chiamate ha raggiunto la caserma i militari hanno raggiunto via Lombardia, quella “presa di mira” dai truffatori. E hanno osservato il comportamento del falso avvocato e delle due sedicenti segretarie: la descrizione fornita dall’ottantenne (che pochi giorni prima era caduta nel tranello) corrispondeva perfettamente a quella offerta dai pensionati che non si erano fatti abbindolare.

Nella disponibilità delle “segretarie” 5 telefoni cellulari e 3 postepay, per le quali le stesse non hanno fornito alcuna spiegazione. Inoltre la conducente della Peugeot è risultata in possesso di una patente falsa, perchè in realtà mai conseguita.

Sono in corso ulteriori accertamenti sia sul materiale sequestrato, sia sulla possibilità chela truffa da 2.000 euro, andata a buon fine, possa essere stata commessa dalle stesse persone. La raccomandazione dell’Arma a i cittadini e in particolar modo agli anziani è sempre la stessa: chiamare immediatamente il 112 quando vengono individuate persone sospette. E di non cadere nella trappola spesso usata dai malintenzionati: credere che gli stessi possano essere direttamente in contatto con i carabinieri.

Negli ultimi episodi, anche quelli delle tentate truffe di ieri, proprio questo dettaglio avrebbe per un momento fatto tentennare i pensionati. I malfattori hanno detto alle vittime che i rispettivi figli, scoperti senza assicurazione, erano in stato di fermo in caserma e che sarebbe passata una loro segretaria a ritirare i soldi, circa 3.000 euro, per farli uscire. Il falso avvocato avrebbe a quel punto finto una doppia conversazione telefonica con i carabinieri, per tranquillizzare i pensionati. Che questa volta hanno messo in atto quanto indicato dal piano anti-truffa dell’Arma mettendo nel sacco i malfattori.