Il giorno dei giorni è arrivato: questa mattina i giudici del Tribunale Amministrativo del Lazio sezione di Latina hanno esaminato il "caso Cassino", ovvero i due ricorsi presentati dall'ex sindaco Petrarcone e dal candidato nella lista "Cassino Cambia Colore" di Francesco Mosillo, Claudio Trotta.

Alle 11 sono stati ascoltati i legali di Peppino: l'udienza è terminata poco prima di mezzogiorno. Una breve pausa è poi è stata la volta di Trotta: l'incontro con i suoi avvocati è appena terminato. Il candidato lamenta la mancata elezione a discapito di Sarah Grieco per errori commessi nei seggi e nella commissione: i giudici hanno studiato tutto il materiale e probabilmente già in giornata decideranno e domani sarà nota la sentenza.

Più complicato il giudizio per quanto riguarda l'esposto di Petrarcone: l'ex sindaco sconfitto alle elezioni da Carlo Maria D'Alessandro lamenta presunte irregolarità e chiede di tornare al voto in tutte e 33 le sezioni o almeno in 18 di esse. I giudici dovranno esaminare tutta la documentazione presentata dai suoi legali e le memorie difensive di D'Alessandro: la sentenza potrebbe dunque slittare alla prossima settimana o, probabilmente, anche a dicembre.

D'Alessandro attende sereno in Municipio. Petrarcone invece si è recato a Latina con i suoi pretoriani: il consigliere regionale Marino Fardelli, Jole Falese, Armando Russo e Enzo Salera. In questo momento stanno attendendo maggiori delucidazioni e mostrano serenità. "E’ con grande senso di partecipazione, vicinanza e convinzione che da questa mattina - dice Marino Fardelli - sono presso il Tar di Latina insieme a Peppino Petrarcone e ad alcuni nostri amici che non sono voluti mancare. Dopo l’udienza ci rimettiamo a quelle che saranno le decisioni dei giudici e se riterranno che irregolarità ci sono state, andremo avanti decisi a rappresentare tutti quegli amici, cittadini e sostenitori che animano un progetto amministrativo che, nonostante l’esito delle elezioni, non ha perso mai la linfa".

La tensione è alle stelle: da Cassino a Latina si taglia con il coltello. La città attende con il fiato sospeso.