Un incubo durato un mese e mezzo. Il “gelo” della prigionia, la paura di non farcela, il terrore di non riabbracciare i familiari. Rapiti in Libia il 19 settembre quando l’auto su cui viaggiavano Bruno Cacace, Danilo Calonego e l’italo-canadese Frank Poccia, originario di Cassino, è stata assaltata da un gruppo di nove persone che li hanno incappucciati e portati in jeep nel deserto. E ancora terrore negli occhi degli ostaggi per quegli spostamenti in quattro covi diversi, prima di trovare, il quinto giorno, la casa dove avrebbero trascorso il resto della prigionia: terrore per Cacace, Caloneg oe Frank Poccia. Proprio lui Gianfranco, da anni soprannominato Frank, ha tenuto anche la città martire in forte apprensione. Figlio di papà Eugenio, originario di Sessa Aurunca ma trasferitosi a Cassino per lavoro, e di mamma Maria, originaria di Galluccio, Frank è nato proprio a Cassino nel gennaio del 1964. Qui ha trascorso l’infanzia, in piazza Marconi, fino a quando nei primi anni Settanta la famiglia non si è trasferita a Montreal, in Canada. Un “viaggio” lungo oltre 45 anni con la sua città sempre nel cuore dove gli affetti e i ricordi ancora convivono. Difficile dimenticare le origini per chi “vola via” e Frank parla un ottimo italiano e tradisce emozione quando dice «sono venuto lì l’anno scorso».

Intanto l’emozione più forte l’ha vissuta pochi giorni fa quando insieme ai due italiani è stato finalmente liberato. Libero insieme ai due colleghi tecnici della Con.I.Cos rapiti a Ghat in Libia per “errore”, come hanno raccontato loro stessi agli inquirenti. Bloccati da un gruppo armato mentre viaggiavano su un’auto per la consegna dei lavori dell’aeroporto di Ghat. Una felicità per tutti.

Anche il premier ha espresso il suo «sollievo e gioia» ringraziando «tutti coloro che hanno lavorato per la loro liberazione, dagli apparati di sicurezza all’unità di crisi della Farnesina». Ed è proprio al Ministero degli Esteri italiano che anche Frank rivolge il suo “grazie”. Ora per lui inizia il viaggio più bello: il rientro alla normalità.