Avrebbe prelevato oggetti in oro e orologi di valore dall’ufficio “corpi di reato” del tribunale di Cassino per poi rivenderli. Un dirigente amministrativo del palazzo di Giustizia di piazza Labriola da venerdì scorso è sospeso. Nei suoi confronti è stata applicata una misura emessa dal Ministro di Grazia e Giustizia su richiesta della Procura che ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di “peculato”.

Le indagini

Il funzionario, un cinquantenne originario de L’Aquila ma residente in un paese alle porte di Frosinone, secondo le indagini, precise e certosine, portate avanti dai Carabinieri della sezione di Pg presso la Procura di Cassino, avrebbe fatto sparire dalla sala riservata a contenere i“corpi di reato” oggetti di grande valore: monili, oro, orologi e - sembrerebbe - anche dei lingotti, custoditi con ogni accortezza in un bunker accessibile a pochissimi.

A far scattare le indagini sarebbe stato l’acume di una funzionaria, addetta all’inventario semestrale e che si sarebbe accorta della sparizione di “pezzi” di pregio. La stessa avrebbe quindi stilato una dettagliata relazione che è stata poi consegnata al Procuratore. I necessari riscontri hanno quindi confermato i sospetti avanzati dalla dirigente e quindi il dottor D’Emmanuele ha deciso di aprire un’indagine corredata dall’indispensabile presenza dei Carabinieri.

I militari hanno lavorato sotto traccia per mesi. Hanno quindi verificato l’entità degli ammanchi e controllato chi aveva accesso al bunker. Riscontri investigativi supportati anche da immagini e pedinamenti che hanno portato a smascherare il dipendente infedele.

La vendita dei beni

I beni “trafugati” sarebbero stati rivenduti in diversi “Compro Oro”della provincia di Frosinone e il ricavato sarebbe servito a coprire un elevato numero di debiti. Per questo sono state necessarie anche delle perquisizioni che avrebbero dato esito positivo. Inevitabile quindi l’iscrizione del registro degli indagati per il funzionario che ora è accusato del reato di “peculato”.

L’udienza

Nelle scorse settimane lo stesso Procuratore ha chiuso l’indagine e chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza davanti al Gup Massimo Lo Mastro è stata fissata per il prossimo mese di gennaio. Fino quel momento il funzionario dovrà restare lontano dal Tribunale.