Vernice nera e una scala per disattivare la telecamera che riprende ogni movimento in piazza Labriola. È stata oscurata la notte del tentato colpo al Tribunale da mani ignote. Forse le stesse che poi hanno pensato di dirigersi in via Enrico De Nicola per entrare, da lì, nel palazzo di Giustizia. Ma questo è un dato che potrà riferire anche la telecamera le cui immagini interne sono nelle mani della Polizia di Stato che sta indagando senza sosta.

Imbrattamento e danneggiamento, poi magari il tentato colpo. Difficile, pure, passare inosservati a quell’ora con una grossa scala a pioli al seguito. Intanto, nella giornata di ieri l’occhio elettronico della piazza salotto della città è stato ripristinato. Il sindaco ha subito disposto l’intervento: «Abbiamo ripristinato immediatamente la telecamera. Adesso stiamo prevedendo un piano per mettere ulteriori sistemi di video-sorveglianza tra piazza Labriola, piazza De Gasperi e la parte posteriore del Comune», ha commentato D’Alessandro.

Quello della sicurezza è un tema caro all’amministrazione che sta mettendo in campo ogni azione utile a far salire il livello di tranquillità dei cittadini.

L’incendio in Comune

Sono stati proprio i fatti del Comune a creare inquietudine per primi. Nella notte di sabato, infatti, qualcuno è entrato nel municipio dalla parte retrostante,ha sfondato cinque porte per poi varcare la soglia dell’ufficio tributi e dare fuoco all’armadietto contenente i documenti Tosap, passi carrabili e autorizzazioni per gli ambulanti.
Già l’assessore Benedetto Leone aveva detto a chiare note che non credeva nella tesi della ragazzata e, ieri, il sindaco ha rimarcato lo stesso concetto: «Io non ci credo, la bravata è diversa per modalità e orario». Nei corridoi del palazzo si parla con insistenza di atto intimidatorio: questa l’idea che si sono fatti molti dei politici che “abitano”in quei luoghi.

Lo stesso vice sindaco Carmelo Palombo spiega: «Non credo che si sia trattato di una ragazzata perché sono state fatte azioni mirate. Poi, qualche giorno dopo, è stato interessato anche il tribunale. Si tratta di due istituzioni molto importanti. È stata un’azione di forza ma noi saremo più forti. Stiamo predisponendo un programma per tutelare i posti sensibili: le istituzioni vanno salvaguardate. L’opera già iniziata in tempi non sospetti, subito dopo il nostro insediamento, subisce ora un’accelerata. E risponderemo a questo stato di destabilizzazione che si è voluto creare in città con azioni mirate».

È un po’ questo il sentimento comune in municipio. Mentre infatti le indagini sui fatti accaduti vanno avanti e presto potrebbero portare alla verità, il mondo politica risponde con i mezzi che ha a disposizione per dichiarare guerra a chi mette in atto simili gesti. Ma, intanto, tra i consiglieri c’è pure chi, come Francesco Evangelista, ha tutta un’altra idea:«Io,invece, credo che sia stata solo ed esclusivamente una bravata, perché uno che aveva interesse si sarebbe mosso diversamente, andando in altri uffici».