Fine anno, tempo di bilanci anche in casa Cassino. Con il 2016 andato in archivio il patron biancazzurro Nicandro Rossi è chiamato a stilare il saldo di un anno solare che ha visto la formazione della città martire centrare l’obiettivo della vittoria della fase regionale della Coppa Italia e sfumare, in maniera anche beffarda, la finale della fase nazionale con il Mazara prima d’intraprendere il percorso di quest’anno che si sta rivelando vincente, almeno fino a questo punto.
Per il numero 1 del sodalizio cassinate non ci sono dubbi: il 2016 si chiude indiscutibilmente col segno “più”.
«Il bilancio del 2016 è molto positivo - asserisce senz’indugio il patron del Cassino Nicandro Rossi. Abbiamo portato a casa tantissime vittorie e solo qualche sconfitta. Vinto una Coppa Italia regionale e siamo arrivati in semifinale nella successiva fase nazionale perdendo in un modo che ancora sogno di notte. Nella stagione agonistica in corso, poi, siamo partiti alla grande, con l’ultima partita ancora da disputare vantiamo ben 41 punti. Non potevo chiedere di più ai ragazzi». Analizzando il 2016, è impossibile non soffermarsi alla semifinale di ritorno con Mazara, quella decisiva per l’accesso in finale nazionale che avrebbe regalato un bel pezzo di promozione in Serie D malgrado un campionato tormentato soprattutto nella primissima parte. Rossi non vede, tuttavia, del tutto negativa quella gara persa in casa allo scadere dopo il 3-3 in Sicilia.
«Di positivo c’è senza dubbio l’orgoglio nell’aver riportato allo stadio circa tremila persone in una gara infrasettimanale a tifare Cassino. Uno stadio colorato e colmo di sostenitori che ci ha riempito il cuore con tante famiglie che si sono avvicinate a noi».
Inevitabilmente da quella partita arriva anche il rimpianto più grosso dell’anno.
«Senz’altro quando Longobardi ha sbagliato il calcio di rigore. Quella è stata la scena che avrei voluto rigirare. Una vera beffa perché il portiere era stato anche spiazzato e il palo ci ha negato il gol. Purtroppo capita. Capita ai grandi, ci si perdono i Mondiali ed è capitato anche a noi. Pazienza. Rifarei tutte le scelte che abbiamo fatto perché eravamo convinti di lavorare per il giusto».
Venendo ai giorni nostri al Cassino di questi tempi si può chiedere davvero poco in più a quanto fatto: 13 vittorie e una sconfitta in 16 gare giocate; miglior difesa e secondo miglior attacco (l’Artena precede di una marcatura i cassinati, 33 a 32).
«Sono orgoglioso della mia squadra - afferma ancora il presidente biancazzurro - è una rosa affiatata che si allena con un’intensità e una voglia senza eguali, anche durante la settimana si vede la voglia di vincere. E poi, lasciatemelo dire, voglio sottolinearlo, abbiamo un grande allenatore. Ezio Castellucci è di un’altra categoria rispetto all’Eccellenza. Prepara le partite in maniera impeccabile, insegna calcio con dote e serietà, sono molto soddisfatto». Viene da sé che tra i propositi del nuovo anno ci sia la promozione in Serie D alla quale chiaramente il presidente del Cassino non si sottrae.
«Niente è scontato, neanche con questi numeri. La promozione ce la dobbiamo ancora giocare partita per partita senza pensare alla classifica. Stiamo crescendo anche come organizzazione societaria, i nostri sacrifici sono indirizzati a costruire qualcosa di duraturo, lavorando in direzione della Serie D e cercando di dare continuità ai nostri sforzi».
Buttando l’occhio all’ultima di campionato che aspetta il Cassino nella tana del Colleferro, secondo della classe, alla ripresa delle ostilità dell’Epifania, Rossi una confidenza se la lascia sfuggire.
«Un pareggio sarebbe nient’affatto male, andremo lì per vincere però, sia chiaro - chiude il patron biancazzurro - comunque una “X” ci permetterebbe di rimanere a +6 punti di vantaggio con la consapevolezza di doverci ancora giocare un girone di ritorno, ma anche quella di affrontare poi lo scontro diretto in casa».
Un Cassino con le idee chiare che ha da chiedere solo una cosa al 2017: la Serie D.