Un pulmino in più per andare a scuola tutti insieme, più illuminazione, maggiore sicurezza per le realtà a rischio e più giochi all'aria aperta. Queste alcune delle richieste che i bambini delle periferie di Cassino hanno scritto nella letterina fatta recapitare all'amministrazione comunale.

Grazie al contributo regionale ottenuto dall'amministrazione per il progetto "Il Natale dei bambini" sono in corsa già da alcuni giorni diverse tappe in vari quartieri della città.
Babbo Natale ha incontrato i bambini delle periferie per ritirare le letterine, accompagnato dal sindaco Salera e da assessori e consiglieri comunale. Spiega il consigliere Paolo Iovine: «Un bellissimo pomeriggio con i bambini di San Bartolomeo, Caira e Sant'Angelo. Abbiamo detto che sarebbe passato Babbo Natale a ritirare le letterine e loro ci hanno stupito come solo i piccoli sanno fare. Le richieste sono concrete: un pulmino in più per andare a scuola tutti insieme, più illuminazione, maggiore sicurezza per le realtà a rischio e più giochi all'aria aperta. Voglio ringraziare Gabriella Vacca per la bellissima idea, i consiglieri Edilio Terranova, Arianna Volante e Fausto Salera per la compagnia e ovviamente il nostro sindaco per averli ascoltati ad uno a uno».

«A Caira, poi - spiega il consigliere Fabio Vizzacchero - ci sono stati i canti alla scuola elementare. Nella rassegna "In....Canti di Natale" i ragazzi hanno dato il loro meglio, trasmesso felicità e gioia. La famiglia, le tradizioni, queste sono le fondamenta per costruire il loro futuro» dice Vizzacchero. Anche la frazione di Caira ha il suo Albero di Natale.
«Un grazie all'amico e concittadino Niki, a Sabrina, ed al Centro diurno Arcobaleno e ai ragazzi, che con la loro semplicità e gioia, hanno contribuito a realizzarlo».
Da Sant'Angelo, infine, si leva la voce del consigliere Fausto Salera che con orgoglio sottolinea: «Babbo Natale a Sant'Angelo. Questa è un'amministrazione che ha la solidarietà nel dna e pensa a tutte quelle famiglie che hanno perso il posto di lavoro e non possono mandare nemmeno i figli a scuola rimanendo sepolti in casa».