Non è un problema dell'ultima ora. Ma uno di quelli che, stancamente, si trascina da anni. Il tema è quello della scuola, l'argomento è quello della carenza numerica degli insegnanti. Così a livello nazionale, come in varie province del Paese. Tra queste c'è quella di Frosinone che conta circa ottanta strutture e circa 65.000 studenti pronti a riprendere oggi le attività. Il grido d'allarme è quello di Carlo Ferrazzoli, segretario provinciale della Cisl Scuola di Frosinone.

«L'anno scolastico comincia anche quest'anno con tanti docenti di ogni ordine e grado che scendono in "trincea" armati di pazienza, competenza e tanta buona volontà. Eppure sono ancora molti i problemi irrisolti che compromettono una serena ripartenza delle lezioni. Mi riferisco all'annoso problema che potremmo chiamare della "supplentite", vale a dire il ricorso massiccio a docenti con contratto a tempo determinato chiamati a coprire posti vacanti. Si tratta di un problema che per questo anno scolastico si ripresenta in modo ancora più massiccio rispetto a quelli scorsi».

Ad acuire la problematica della carenza anche coloro i quali sono andati anzitempo in pensione con l'opzione Quota 100. Le carenze maggiori, in relazione alle unità, si registrano nelle materie scientifiche, di sostegno e in quelle materie tecniche per cui è difficile reperire insegnanti. Per Frosinone, ad agosto, stando al piano di assunzioni, erano previsti 224 nuovi ingressi. Per Ferrazzoli il numero non era sufficiente. Argomenta. «La mancanza di docenti ad inizio anno è un'emergenza che va affrontata in modo deciso e rispetto a cui la Cisl Scuola ha più volte rimarcato la necessità di un serio processo di stabilizzazione del personale precario. La precarietà, infatti, è un punto di debolezza dell'intero sistema poiché compromette la continuità didattica all'interno delle scuole che andrebbe, invece, salvaguardata in quanto indicatore di qualità. D'altra parte troviamo i limiti legati a una consistente mole di lavoratori che prestano servizio senza la tranquillità di una stabilità lavorativa».

Relativamente ai numeri, a livello nazionale, Carlo Ferrazzoli sottolinea che «a questo proposito parlano chiaro e sono impietosi: lo scorso anno sono stati coperti in questo modo 30.000 posti per mancanza di aspiranti. Quest'anno i numeri sono da capogiro: i posti vacanti sono addirittura 64.000». Per quel che concerne la provincia di Frosinone evidenzia che «non fa eccezione: abbiamo carenza soprattutto di insegnanti di sostegno e di docenti abilitati nelle materie scientifiche. Mantenendo la lente sul nostro territorio, la situazione delle graduatorie ci dà un quadro ancora più chiaro: appena undici sono gli aspiranti docenti rimasti nella graduatoria per la secondaria di primo grado (la scuola media), circa cento nelle superiori e, per l'infanzia e la primaria, rispettivamente circa settecento e cinquecento ».

Dalla Cisl indicano la strada per invertire la tendenza. «In questo quadro di imminente esaurimento di tutte le graduatorie risulta ancora più evidente la necessità di adeguati percorsi di formazione, reclutamento e stabilizzazione. A questo proposito afferma Ferrazzoli a luglio la Cisl Scuola di Frosinone ha organizzato un'iniziativa incontrando il personale precario della scuola in un seminario che aveva a tema proprio le prospettive di stabilizzazione per i docenti, aseguito di un accordo sottoscritto tra il governo e i sindacati l'11 giugno in cui si prevede una procedura semplificata di accesso all'insegnamento: il Pas (percorso abilitante speciale). Questo è rivolto ai docenti che hanno già prestato servizio per almeno tre anni in scuole statali, paritarie o in percorsi di istruzione e formazione professionale.
L'intento è quello di valorizzare il servizio del personale che già da anni lavora come supplente nelle scuole». In conclusione auspica che «l'intesa sulla stabilizzazione dei precari già inserita in un decreto venga ripresa dal nuovo governo».