Cresce, seppur a livelli non esaltanti, il livello di occupazione nazionale: +0,6% nel secondo trimestre 2019 rispetto al precedente. Così come il numero di persone occupate (+130.000). Dall'ultima indagine Istat sul lavoro, a livello nazionale, emergono segnali di vita. Anche per il Lazio in cui gli occupati sono 2.419.000 (1.340.000 uomini; 1.043.000 donne). Nel primo trimestre 2019 erano 2.338.000 e, anche nei tre anni precedenti, non si superava la soglia di 2.400.000.

E per le province? Gli ultimi dati sono quelli riguardanti il 2018 ed evidenziano che ad arrancare, più delle altre, è la Ciociaria con un tasso di disoccupazione del 18,7% a fronte di un dato regionale, relativo allo stesso periodo, pari all'11,1%. Al secondo trimestre, invece, nel Lazio il dato è del 10%. Frosinone, nel 2018, ha fatto registrare un tasso di occupazione del 48,8%. Nel Lazio si viaggiava al 60,9%. Dal colpo d'occhio emerge, dunque, il fatto che la provincia di Frosinone, anche se in maniera verosimile ha potuto contare sulla risalita che ha coinvolto l'intero territorio nazionale, sia ancora la provincia laziale in maggiore difficoltà sotto questo punto di vista.
Un altro dato interessante è quello riguardante il numero degli occupati: per la provincia di Frosinone nel 2018 erano 158.000. Così come nel 2017, mentre nel 2016 erano 162.000. Meno di tutti in provincia, come detto, nel tasso di occupazione: 48,8% (nel 2017 era del 48,7%). Le altre province laziali, nel 2018, erano tutte oltre il 50%: Latina (53,4%), Viterbo (55,9%), Rieti (57,4%). A Roma, invece, la soglia supera il 60%: 63,8% 

La panoramica
L'istituto di statistica, nella sua indagine, spiega che «queste dinamiche del mercato del lavoro si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell'attività economica confermata, nell'ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil». Dal lato dell'offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2019, «il numero di persone occupate cresce in termini congiunturali (+130 mila, +0,6%), a seguito dell'aumento dei dipendenti, sia permanenti sia a termine, e con minore intensità degli indipendenti. Il tasso di occupazione sale al 59,1% (+0,3 punti). Nei dati mensili più recenti (luglio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati mostrano un lieve calo rispetto al mese precedente».

Prosegue, a livello nazionale, «la crescita del numero di occupati (+0,3%, +78 mila in un anno), dovuta ai dipendenti permanenti a fronte del calo di quelli a termine e degli indipendenti». E «dopo il rallentamento nell'ultimo periodo, si arresta la crescita degli occupati a tempo pieno mentre prosegue l'aumento del tempo parziale (+1,2 punti)». Spaccatura tra nord e sud. Infatti, «alla crescita dell'occupazione soprattutto nel nord e più lievemente nel centro (+0,7% e +0,1%) si contrappone, per il terzo trimestre consecutivo, il calo nel Mezzogiorno (-0,3%)». L'indagine spiega che «nel confronto tendenziale per il nono trimestre consecutivo si riduce il numero di disoccupati (-260 mila in un anno, -9,3%), coinvolgendo entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età. Dopo due trimestri di calo, torna ad aumentare il numero di inattivi di 15-64 anni (+63 mila in un anno, +0,5%)»