Sono dodici gli indicatori di riferimento del rapporto, nell'ambito dell'indagine della qualità della vita, prese in considerazione da Il Sole 24 Ore per valutare lo stato di salute delle province italiane in merito ai settori della cultura e del turismo. Lo studio si basa sul numero di spettacoli ogni mille abitanti per cinema, teatro, concerti, sport e mostre ed esposizioni. Sul numero, ogni 100.000 abitanti, per librerie, ristoranti e bar. Si basa, inoltre, sulla spesa pro capite in relazione a tutti gli spettacoli. Prese come riferimento anche il numero di agriturismi ogni 1.000 chilometri quadrati per ricettività e natura e le presenze per chilometro quadrato relativamente alla densità turistica. Così come le presenze/arrivi in notti per quel che concerne la permanenza media. E, infine, lo studio si basa anche sui dati in euro pro capite per la spesa in cinema e teatro.

L'elaborazione del quotidiano è su dati Siae e Infocamere. Da Il Sole 24 Ore spiegano che «la classifica finale dell'indice del tempo libero è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei dodici indicatori presi in considerazione». E, ancora, «per ciascuna graduatoria sono stati attribuiti mille punti alla città con il valore migliore. Il punteggio, in funzione della distanza rispetto alla prima classificata, scende fino allo zero attribuito all'ultima posizione».

In Ciociaria
Il quadro, per la provincia di Frosinone, è negativo. A livello generale la Ciociaria si piazza quintultima. Vuol dire 103ª posizione su 107 province con un punteggio di 97,8 e un'offerta culturale (spettacoli ogni dieci chilometri quadrati) dal valore di 62,5. Peggio di tutti nel Lazio e, a livello generale, più in alto soltanto di Lodi (104ª con un punteggio di 97,1), Agrigento (105ª 92,6), Isernia (106ª 83,8) ed Enna (107ª 52,1). La posizione è frutto della media dei dodici indicatori.
Frosinone si salva soltanto nella speciale graduatoria riservata ai ristoranti e ai bar: posizione 47 con un valore di 646,9 e un punteggio di 302,6. Tra Bologna (46ª) e Brescia (48ª), ma ancora peggio delle altre laziali. Penultimo posto, invece, nella sezione riguardante i concerti con un valore di appena 0,07 e un punteggio di 14,8. Più in basso c'è soltanto Enna. Molto male anche l'indicatore relativo al teatro: la Ciociaria è 105ª con un valore di 0,66 e un punteggio di 17,7. Meglio, in questo caso, solamente delle province di Vibo Valentia e Avellino e alle spalle di Campobasso ed Enna. Tra le peggiori anche in relazione alla classifica della spesa in cinema e teatro: 99º posto (valore: 4,59; punti: 79,4). Precede Cosenza e succede a Caltanissetta. Non sorride alla provincia di Frosinone neppure l'indicatore relativo al cinema: 91ª posizione con un valore di 29,3 e un punteggio di 221,9. Così come emergono difficoltà per la sezione sport (88º posto con un valore di 0,4 e 26,9 punti), per la permanenza media (86º 2,3 129,6), la ricettività e la natura (86º -18,8-48,9) e la densità turistica (84º 612,6 14,2). Graduatorie leggermente migliori negli indicatori riguardanti le librerie (78ª posizione con un valore di 6,1 e 194,6 punti), tutti gli spettacoli (76ª 18,2 86,8) e mostre ed esposizioni (69ª 0,3 36,4). 

La panoramica
A guidare la classifica finale dell'indagine sulla cultura e sul turismo è la provincia di Rimini (545,3 punti). L'importante meta romagnola precede Firenze (501,9) e Venezia (460).
Non c'è traccia del sud nelle prime dieci posizioni. Dal quarto al decimo posto ci sono: Trieste (441,7), Milano (440,4), Siena (439,4), Grosseto (432,9), Livorno (425,6), Gorizia (419,6) e Pisa (406,8). La prima realtà del meridione e dell'Italia insulare è Cagliari al 33º posto (304,5). Napoli è in posizione 43 (244,7). Roma, invece, è 14ª con un punteggio di 388,7. Per il Lazio, dopo la Capitale, si difendono Viterbo (47ª 228,1) e Latina (59ª 206), mentre Rieti naviga nei bassifondi (101ª con 100,8 punti).

L'intervento
«Serve un coordinamento». È questa, in sintesi, la proposta di Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone. «La classifica generale sul tempo libero e, in particolar modo quella sulla ricettività e sulla densità turistica, deve far riflettere sugli errori che sono stati commessi. Ognuno -sottolinea- deve assumersi la propria quota di responsabilità, senza alcuna esclusione, sull'incapacità di saper adeguatamente valorizzare le bellezze storiche, paesaggistiche e architettoniche della Ciociaria. Senza dimenticare le eccellenze enogastronomiche. Parliamo spesso -prosegue il consigliere- dell'intento di fare squadra su grandi temi, ma poi su tematiche importanti come questa,ad esempio sulla valorizzazione del territorio che potrebbe produrre valore economico e occupazionale, siamo latitanti. Serve un "Piano Marshall" per il turismo provinciale, anche copiando eventualmente quello che fanno di positivo altri territori. C'è bisogno di una programmazione triennale da mettere, successivamente, in rete sui principali network del settore.A cominciare,ad esempio, da un programma unitario degli eventi estivi in Ciociaria, laddove oggi ognuno va per conto proprio senza alcuna condivisione, anche dal punto di vista temporale, con altri comuni». Per Danilo Magliocchetti «servirebbe un coordinamento allo scopo di comunicare adeguatamente all'utenza il calendario completo, giorno per giorno, in modo da consentire, al turista potenziale, di programmare la propria visita in Ciociaria anche in funzione dei tanti e importanti eventi estivi. Le potenzialità in provincia ci sono. Basta vedere le presenze serali al Parco del Matusa a Frosinone. Bisogna soltanto saperle sfruttare».