Su 1.491.935 domande presentate di accesso al reddito di cittadinanza, 400.000 sono state respinte e altre 170.000 sono state sospese. Dei circa 921.000 percettori 600.000 saranno sottoposti a controlli per verificarne la regolarità. Questo l'ultimo quadro disponibile, in estrema sintesi, del reddito di cittadinanza, sostegno economico per le famiglie meno abbienti e che si pone anche l'obiettivo di collocare o ricollocare le persone nel mondo del lavoro.

Il quadro regionale
Da un'analisi statistica dell'I nps del 17 luglio, invece, è possibile scorporare il dato, comunque risalente a quella data (1.395.770 domande di cui 905.257 accolte, 103.500 in lavorazione e 387.013 respinte o cancellate), per regione e provincia. Il Lazio, in questa speciale graduatoria che comprende anche la pensione di cittadinanza (over 67), è la quarta regione in Italia per richieste: 125.447 (9%) di cui 80.068 accolte, 9.325 in lavorazione e 36.054 respinte o cancellate. Succede alla Campania con 214.550 richieste (15,4%) di cui 170.503 accolte, alla Sicilia (214.550-15,4%; 156.488) e alla Lombardia (136.191-9,8%; 74.950). Oltre quota centomila anche la Puglia (8,7%) con 120.752 domande (83.322 accolte). Numeri più alti nel meridione considerando anche che, scendendo di un gradino, c'è la Calabria con 89.762 richieste (6,4%). Poi, invece, Piemonte (82.630-5,9%), Toscana (62.776-4,5%) ed Emilia Romagna (61.335-4,4%). Al decimo posto c'è la Sardegna (4,2%) con 59.120 richieste. Meno domande presentate per la Valle d'Aosta (1.830-0,1%), il Trentino Alto Adige (5.338-0,4%) e il Molise (7.929-0,6%).

L'analisi provinciale
In provincia di Frosinone sono 19.893 le persone coinvolte tra reddito e pensione di cittadinanza (8.727 nuclei familiari). Precede, nella speciale classifica laziale, le province di Viterbo (10.209; 4.763) e Rieti (5.269; 2.523), mentre succede a Roma (119.727; 54.773) e Latina (21.299; 9.324). Ampliando la panoramica alle altre province del Paese, la Ciociaria ha numeri simili, per quel che concerne il settentrione, a Brescia (21.367 persone coinvolte; 9.086 nuclei), mentre sono diverse le città che si avvicinano ai dati della provincia di Frosinone nel sud e nelle isole: Avellino (20.920; 8.698), Barletta-Andria-Trani (23.523; 8.821), Brindisi (19.406; 7.727), Crotone (20.896; 7.914), Caltanissetta (21.537; 8.528) e Sassari (19.214; 9.144).

Gli importi
L'importo medio mensile in Italia, tra i percettori di reddito e pensione di cittadinanza, è di 488,54 euro. Più alto nel sud e nelle isole (522,80), sotto la media per il centro (451,34) e per il nord (422,53). Il Lazio si colloca sotto la media nazionale con 469,92 euro, al settimo posto. Primi sei posti per il meridione e le isole: Campania (557,78), Sicilia (537,80), Puglia (503,66), Calabria (491,71), Molise (475,70) e Sardegna (469,99). Il Lazio precede in questa speciale graduatoria il Piemonte (458,41), l'Umbria (457,19) e l'Abruzzo (456,81). Capovolgendo la classifica, il reddito e la pensione di cittadinanza, di media, meno sostanzioso (sotto i 400 euro) per il Trentino Alto Adige (358,67), il Friuli Venezia Giulia (365,57), la Valle d'Aosta (383,16), l'Emilia-Romagna (395,46) e il Veneto (396,10). A livello provinciale Frosinone è l'unica nel Lazio sopra la media regionale e nazionale. In Ciociaria l'importo medio mensile del reddito e della pensione di cittadinanza è di 495,13 euro. Più di Latina (468,48), Roma (466,79), Viterbo (466,61) e Rieti (460,68). La panoramica nazionale vede la provincia di Frosinone, in virtù della media dell'importo, vicina a diversi centri del sud e delle isole. Avellino (490,95), Benevento (493,90) e Salerno (502,06) in Campania; Bari (501,21), Foggia (503,17) e Lecce (487,39) in Puglia; Catanzaro (495,64), Cosenza (489,71), Crotone (489,19) e Reggio Calabria (498,53) in Calabria; Enna (503,08), Ragusa (499,08) e Trapani (503,44) in Sicilia; Sassari (493,05) in Sardegna.

Il confronto con il Rei
L'Inps, attraverso l'osservatorio statistico, fornisce un confronto di carattere nazionale tra il reddito di cittadinanza e il reddito di inclusione, altra misura di contrasto alla povertà.
«A giugno 2019 risultano in pagamento 93.000 prestazioni di Rei -spiega l'analisi- il picco massimo di pagamenti è stato raggiunto a dicembre 2018 con 358.000 beneficiari e un importo medio mensile di 281 euro. Dall'istituzione della misura, fino a giugno 2019, risultano aver percepito almeno una mensilità 507.000 nuclei familiari, coinvolgendo 1.400.000 persone e con un importo medio mensile di 293 euro». Mentre «il 34% dei nuclei percettori di reddito e pensione di cittadinanza risulta aver percepito almeno una mensilità di Rei nel periodo compreso tra gennaio 2018 e giugno 2019». Inoltre, «al 93% di questi nuclei viene erogato un importo medio del Rdc superiore a quello del reddito di inclusione di circa 382 euro». In conclusione, «limitando il confronto al reddito di inclusione con il reddito di cittadinanza (escludendo, dunque, la pensione di cittadinanza), emerge che l'importo medio erogato è mediamente più elevato dell'80% rispetto all'importo medio del Rei (526 contro 293 euro)».