In ufficio, il principale fattore di rischio, a detta di oltre un abitante di Frosinone su tre (38%), è lo stress. Seguono la postura (29%) e la sedentarietà (20%), mentre soltanto l'11% si dice preoccupato dalle possibili conseguenze sulla vista. In un ambiente come la fabbrica, o comunque per chi svolge un'attività di lavoro più fisica, invece, i fattori che incidono maggiormente sulla salute sono il contatto o l'esposizione, a sostanze chimiche potenzialmente nocive (42%), seguito dall'eventualità di cadute e infortuni (27%) e dai pericoli connessi al sollevamento di pesi e alla movimentazione di carichi (11%). Sono alcuni dei dati che emergono dall'ultima ricerca dell'Osservatorio di Reale Mutua sul welfare.

L'indagine Cawi, condotta dall'istitituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età, sesso e area geografica, ha posto l'attenzione anche sulla percezione dei frusinati sul rapporto tra salute e ambiente di lavoro. Per i frusinati, inoltre, lavorare da casa incide in maniera positiva sulla salute rispetto alla normale vita da ufficio. Lo smart working, ovvero la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro, laddove applicabile, per gli abitanti del capoluogo riduce lo stress (31%). E, inoltre, dà il vantaggio di lavorare in un ambiente confortevole e su misura (31%) e permette di convertire il tempo risparmiato dal viaggio in una migliore gestione anche del proprio benessere (22%).

Ma che cosa porta ad "ammalarsi" di lavoro? Per quasi un frusinate su due (49%), la prima causa è la sottovalutazione dei rischi, seguita dalle pressioni e scadenze lavorative che possono indurre a comportamenti impropri e pericolosi (38%) e dall'inadeguatezza dell'ambiente di lavoro (33%). Per un ulteriore 16%, invece, la ragione risiede nella scarsa informazione in materia di sicurezza e salute fornita dal datore. I frusinati hanno le idee chiare. In ufficio i principali desideri sono: postazioni ergonomiche (56%), una polizza sanitaria (42%), ma anche la possibilità di usufruire di abbonamenti a palestre e centri fitness (16%). E, ancora, incontri con uno psicologo del lavoro (7%). In fabbrica, invece, il datore, secondo gli intervistati, deve garantire il rispetto delle normative (76%), fornire strumenti e dispositivi di lavoro idonei ai dipendenti (58%) e mettere a disposizione check-up mirati per il controllo e la prevenzione di possibili patologie (36%).

«Questa nuova ricerca del nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla terza edizione -commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand del Gruppo- ha delineato un quadro delle percezioni e delle preoccupazioni degli italiani sui fattori e i modi in cui l'attività lavorativa può condizionare la salute individuale. Una risposta efficace a questi temi e a questi bisogni arriva dal welfare, in cui Reale Mutua ha una grande esperienza».