Mobilità emissioni zero. La mappa fornita da Legambiente, nel primo rapporto realizzato in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica), evidenzia da un lato un processo di cambiamento in corso, soprattutto nei grandi centri e nel Settentrione, dall'altro un'oggettiva difficoltà di molte città. E per Frosinone, in questo contesto, la strada da percorrere (possibilmente senza mezzi inquinanti!) è ancora lunga. Di cultura, di abitudini e di necessità di cambiare le cose per il bene dell'ambiente, anche in questo territorio, si è spesso parlato. Qualche risultato, in generale, è stato raggiunto. Ma non è ancora sufficiente. Il rapporto, sottolinea Andrea Poggio, responsabile Mobilità sostenibile di Legambiente, «non va letto come una classifica, piuttosto come l'inizio di una rivoluzione nella mobilità urbana». Uno sprone affinché sia possibile mettere in atto le politiche necessarie per ridurre l'impatto sull'ambiente. E questo, evidenziano da Legambiente, «prima che sia troppo tardi». Il rapporto "Le città elettriche" analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all'inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull'offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale.

Frosinone e il Lazio
Il numero degli autoveicoli, le percentuali relative all'utilizzo del trasporto pubblico locale e della bicicletta. E, ancora, il verde e la media e i giorni di superamento delle polveri sottili.
Sono alcuni dei punti che, sotto la lente d'ingrandimento del rapporto, presentano per il capoluogo «indicatori particolarmente negativi o preoccupanti». Alto il numero degli autoveicoli (35.304 che vuol dire 77 ogni 100 abitanti). Basso quello sulle piste ciclabili (8 chilometri). A Frosinone la cittadinanza continua a preferire gli spostamenti in auto (55%). Soltanto il 10% usa il trasporto pubblico e appena il 5% la bicicletta. Perché? Si può tentare di motivare questo dato tenendo presente l'orografia del territorio, una mentalità legata all'utilizzo del mezzo privato e una mobilità alternativa insufficiente. Il rapporto, inoltre, dà dei giudizi sui capoluoghi.
E per Frosinone il voto è basso: 15% per accessibilità (tpl, sharing, bici), 25% per la voce "zero emissioni" (spostamenti elettrici, in bicicletta o a piedi) e un punto su cinque sulle politiche.
Così come Frosinone, non ridono le altre province laziali. Similari criticità e, in alcuni casi, più acuite sono state riscontrate per Latina, Rieti e Viterbo. Roma, sulla media "pesata" d egli indicatori, deve rincorrere le altre grandi città italiane: da Milano e Bologna, con una rilevazione positiva, a Torino, Napoli, Genova e Firenze.

La panoramica
In generale crescono in Italia gli spostamenti a zero emissioni con Milano capofila. Così come crescono le infrastrutture destinate alla ricarica dei veicoli elettrici (5.507 per le auto, 2.684 per le due ruote). Il tema è attuale. E cresce l'interesse delle persone. Ma, spiega il rapporto, «a farla da padrona è ancora una mobilità inquinata». «La sfida del clima è la più urgente, globale e difficile che abbiamo davanti per salvare il Pianeta -sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente- Ma rappresenta anche un'occasione unica per costruire concretamente una mobilità a emissioni zero, attraverso politiche capaci di riuscire a far crescere gli spostamenti in bici, a piedi, il trasporto pubblico e la mobilità elettrica. Per dare il via a questa rivoluzione, però, servono scelte coraggiose e di sistema, politiche nazionale che fino a oggi sono mancate perché non si può lasciare tutto alla buona volontà dei sindaci. Occorre dirottare le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la "cura del ferro" del trasporto pubblico e -conclude-potenziare il trasporto ferroviario per offrire un'alternativa ai pendolari».