Oltre sedici domande ogni mille abitanti. Oltre ottomila quelle presentate in provincia di Frosinone. Più di tutti nel Lazio. Più di tutti, o quasi, in termini di proporzione, nell'area centrale della Penisola. I dati sulle richieste per accedere al Reddito di cittadinanza, misura di sostegno economico introdotta dal governo per coloro i quali, tra i vari requisiti, hanno un reddito inferiore ai 9.360 euro annui, certificano una situazione difficile nel territorio. E l'emergenza lavoro è tangibile. Dagli ultimi dati disponibili sono oltre 122.000 gli iscritti ai centri per l'impiego. Ed emerge che, sempre in Ciociaria, c'è un tasso di disoccupazione del 16,6%, mentre il tasso di inattività è del 41%. Quello di occupazione è al 48,7%. Gli ultimi dati statistici dicono ancora che, nel 2017, ci sono stati 9.925 contratti a tempo indeterminato, con 36.289 a tempo determinato. Oltre ad un boom di contratti di somministrazione (+86,66%) e di contratti intermittenti (+164,54%). Per non parlare della disoccupazione giovanile, superiore al 47%. E poi i Neet, non impegnati nello studio, nel lavoro e neppure nella formazione. Così non va.

La panoramica
Sono oltre 806.000 le richieste per nucleo familiare arrivate all'Inps attraverso i modelli presentati alle Poste, ai Centri di assistenza fiscale e online. Di queste, oltre 433.000 sono di donne (54% del dato totale). Il 25% delle richieste è stato presentato nelle regioni del Nord, il 16% in quelle del Centro, il 37% al Sud e il 20% nelle Isole. Le prime due regioni sono Campania (137.206) e Sicilia (128.809), mentre il Lazio (73.861) è terza, seguita da Puglia (71.535) e Lombardia (71.310), poi Calabria (56.871) e Piemonte (45.876). Viceversa, le regioni con il minor numero di domande sono la Valle d'Aosta (1.031) e il Trentino Alto Adige (2.765).
Analizzando il dato del Lazio, Frosinone è terza con 8.006 richieste pervenute nelle sedi Inps di Frosinone (3.393), Sora (1.387), Anagni (917) e Cassino (2.309). In proporzione, dall'elaborazione Infodata-Il Sole 24 Ore, invece, la Ciociaria ha il valore più alto di domande ogni mille abitanti: 16,32. Precede, in questa speciale graduatoria, Rieti (15,02), Latina (14,56), Viterbo (13,45) e Roma (11,67). Complessivamente più domande per Roma e provincia (50.836). Poi Latina (8.381), Frosinone (8.006), Viterbo (4.281) e Rieti (2.352). Difficoltà del territorio lampante se il dato (16,32 domande ogni 1.000 abitanti) viene comparato con altre province del Centro Italia. Ad esempio, Terni (10,55), Arezzo (8,84), Prato (7,20). Valore più elevato, invece, a Campobasso (18,32). A livello generale le medie più alte a Crotone (42,43) e Palermo (29,96). Quella più bassa a Bolzano (0,67).

L'analisi
«Si tratta di una crisi strutturale e prolungata -afferma Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone- Determinata in larga parte dalla mancanza di lavoro susseguente alla chiusura di molti insediamenti produttivi. Insediamenti che non hanno avuto ricambio occupazionale in altri settori. Parliamo di un dramma sociale, testimoniato dai numeri, del quale bisogna prendere consapevolezza. Il riconoscimento di area di crisi industriale complessa della zona nord della provincia, per quanto importante, non ha ancora prodotto un solo posto di lavoro. Come nessuna opportunità ha ancora creato il necessario, ma ancora lontano, processo di bonifica della Valle del Sacco. Questo la dice lunga sul fatto che la burocrazia stia contribuendo a mettere in ginocchio il territorio». Enrico Capuano, segretario generale della Cisl Frosinone, auspica un'inversione di tendenza. «Il dato conferma i problemi dell'economia ciociara -spiega il sindacalista- Questo territorio è rimasto indietro, rispetto a una piccola ripresa che c'è stata nelle altre province. Siamo favorevoli a strumenti di aiuto, ma la priorità è quella di creare sviluppo e lavoro.
Come? Puntando sulle politiche attive. Incentivando, ad esempio, le aziende nella creazione di posti di lavori e destinando fondi agli enti locali e poi permettere a chi è disoccupato di svolgere lavori di pubblica utilità»