«Quota 100: il servizio pubblico potrebbe perdere oltre 22.000 infermieri, mentre almeno 75.000 rientrerebbero nei parametri per accelerare il pensionamento». Il grido d'allarme è della Fnopi, Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, che ha stimato le potenziali uscite in Italia in virtù del decreto che consente di accedere alla pensione in maniera anticipata. Il dato, calcolato in base agli anni di anzianità lavorativa e all'età anagrafica degli infermieri dipendenti del Ssn (Servizio sanitario nazionale), è stato elaborato dal centro studi della Federazione ed è riferito alla situazione vigente a fine 2018. «Quota 100 -sottolineano da Fnopi - è stata teoricamente raggiunta da 75.000 infermieri a livello nazionale. Ovviamente non tutti opteranno per questa misura: si può considerare che data la lunga permanenza in servizio e gli stipendi mediamente non alti circa il 30% medio di chi possiede i requisiti scelga questa possibilità. Si tratta, quindi, di 22.360 infermieri che potrebbero, in un solo anno, abbandonare il servizio con un danno per l'assistenza, aggiungendosi ai circa 11.500 che hanno raggiunto il limite di età per la pensione. Oltre a sommarsi alla carenza di professionisti infermieri calcolata tra 51.000 e 53.000 unità».

Ma che cos'è Quota 100? Siamo nella materia pensionistica. Si tratta, in soldoni, di una nuova strada delimitata dal "paletto" di 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva. È questo, infatti, il requisito minimo necessario per accedere a Quota 100, provvedimento inserito nel capitolo di previdenza del cosiddetto "decretone" varato dal governo a gennaio. Nella sostanza si tratta della possibilità di richiedere la pensione in maniera anticipata. E, per quel che concerne il settore pubblico, con il requisito di "62+38" entro la data di entrata in vigore del decreto, la pensione decorrerà dal 1º agosto 2019, mentre per coloro che avranno maturato il requisito minimo dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto la pensione sarà effettiva dopo sei mesi. 

Frosinone e il Lazio
L'elaborazione del centro studi Fnopi (dati conto annuale e albo) ha stimato gli effetti di Quota 100 sugli infermieri dipendenti. Valori, come detto, calcolati in base al mix età anagrafica-anzianità lavorativa a fine 2018. Nel Lazio la stima è di 3.517 unità. Quanti potrebbero usufruire dell'agevolazione? Fnopi ha calcolato una media del 30% e, quindi, 1.055 unità. Mentre è di 1.215 il numero stimato riguardante coloro che hanno raggiunto il limite naturale di età. A livello nazionale vige una carenza di infermieri. Il Lazio e la Ciociaria non fanno eccezione. Relativamente alla regione la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche stima una carenza di 3.013 unità che potrebbe aumentare con l'uscita anticipata mediante Quota 100: 3.013+1.055 vorrebbe dire una carenza prevista di 4.068 lavoratori e lavoratrici. E Frosinone? In questo quadro da Fnopi fanno sapere che «gli infermieri che raggiungono potenzialmente Quota 100 a Frosinone e provincia sono circa 900 e quelli che, verosimilmente, andranno in pensione con la nuova possibilità di accesso alla pensione sono circa 250». Se nel Lazio la Federazione conta una carenza complessiva vigente di 3.013 unità, in provincia di Frosinone sottolinea che questo numero si attesta intorno alle 100 unità. Dalla Asl, relativamente al numero di possibili uscite mediante Quota 100, fanno sapere che si tratta di una cifra che si aggira intorno alle 50 unità. Nell'ultimo biennio, sottolineano ancora, ci sono stati già degli ingressi. E che, in merito alle nuove assunzioni, si è nella fase di completamento delle procedure.

Più donne che uomini
In provincia di Frosinone, considerando anche coloro i quali operano nel settore privato, ci sono circa 5.100 infermieri. A maggioranza femminile. Verosimilmente la proporzione è di 70%-30%. E l'età media si attesta sui 42/43 anni.
Mentre, riprendendo le stime snocciolate da Fnopi, l'età media regionale di coloro i quali sono iscritti all'albo è di 45,8 anni. Più bassa di quella dei dipendenti del Ssn 2018 che è di 54,6 anni. A livello nazionale, e verosimilmente la Ciociaria non farà eccezione, saranno le donne ad usufruire maggiormente del pensionamento anticipato mediante Quota 100. A fungere da freno sulla richiesta potrebbe essere il minor importo della pensione se comparato a quello che si percepirebbe con un'uscita non anticipata. Questo esclusivamente in virtù del minor numero di contributi versati. Tra chi si suppone possa richiedere Quota 100 rientrano coloro che svolgono delle mansioni maggiormente usuranti escludendo, quindi, probabilmente, un 30% che ha inidoneità ad alcuni servizi.