Qualcosa c'è e da tempo. Al di là delle smentite ufficiali. Nelle sedi che contano, compresa quella comunale, sia in maggioranza che all'opposizione, e non solo, se ne parla da molto ma con il massimo riserbo. L'operazione infatti, se andasse a buon fine, avrebbe un ritorno sociale, economico e occupazionale enorme. Oltre che d'immagine. Il colosso americano Amazon, l'azienda leader nel mondo nel commercio on-line con sede a Seattle, nello stato di Washington, e di proprietà di Jeff Bezos, ha puntato seriamente la sua attenzione sull'area di Colleferro per un polo logistico e industriale lungo la Casilina in direzione nord.

Da tempo sono stati avviati contatti informali, partendo da un fatto preciso: l'individuazione del sito, il primo vero nodo da sciogliere soprattutto dal punto di vista dei possibili vincoli di natura urbanistica. E il polo individuato da questo punto di vista rappresenta la massima garanzia, sia per la sua attuale operatività sia per l'assenza di vincoli particolari. Amazon vuole creare un magazzino di stoccaggio seguendo il modello di quello di Passo Corese che con i suoi 65.000 metri quadri e venti chilometri di nastri trasportatori, assicura la distribuzione dei pacchi nel Centro e Sud Italia essendo un esempio di avanguardia tecnologica. Con un ulteriore dato certo: le centinaia di posti di lavoro che l'intera operazione determinerebbe con ricadute importanti sull'intero territorio e il comprensorio.

Un'operazione enorme e forse per questo la massima cautela è d'obbligo da parte di tutti gli attori in campo. Investimenti che necessitano di un lavoro lontano dai riflettori prima che diventino di dominio pubblico, come l'avvio delle procedure con gli uffici competenti. Atti che al momento non ci sono. La vicenda non è nuova e già in passato il sindaco l'ha smentita, ma quello che sta accadendo nelle retrovie, per quanto riguarda le trattative, anche con qualche visita a Passo Corese, dice il contrario.

Per Colleferro sarebbe una chance eccezionale, anche di rilancio dell'immagine della città, un fronte questo sul quale sta lavorando molto l'attuale amministrazione Sanna cercando di rendere sempre più appetibile il territorio dal punto di vista produttivo e della logistica, quest'ultima la sua vera vocazione. Un impianto con questo nome sarebbe qualcosa di enorme.

Amazon, però, a dimostrazione del suo interesse per questo territorio, ha preso in considerazione un sito alternativo, l'area di Anagni, di fatto con caratteristiche simili a quello di Colleferro anche se con maggiori vincoli. In primis ampi spazi dove realizzare l'impianto e vicino alle grandi strade di comunicazione. Il tutto nel caso qualcosa vada storto. Ma intanto Colleferro è in pole e spera di giocarsi le sue carte nel migliore dei modi. Ovviamente con Amazon.