Il senatore di Fratelli d'Italia Massimo Ruspandini ha visitato il carcere San Domenico. Una decisione maturata a seguito dell'aggressione subita pochi giorni fa da un agente di polizia penitenziaria. Il senatore è stato accolto dal personale e ha trascorso la mattinata nella struttura.

«Ho trovato delle condizioni disumane per i detenuti e soprattutto poliziotti abbandonati. Il personale è sotto organico di 50 unità e gli agenti sono costretti a farsi carico di un sovraffollamento di oltre 100 persone rispetto alla capienza ottimale. Una situazione che non può essere accettata. Ho riscontrato diverse anomalie, sicuramente il sovraffollamento del San Domenico e le strutture fatiscenti. A seguito della nuova normativa e della condanna dell'Italia da parte dell'Unione Europea adesso si opera in un regime che si chiama aperto».

Questo regime, che prevede le porte delle celle aperte durante il giorno, viene attuato per "recuperare" spazio utile alla vivibilità della cella. Riguardo allo spazio minimo da assicurare ad ogni detenuto, la giurisprudenza di Strasburgo si è notevolmente evoluta nel corso degli anni. Ogni cella deve possedere tre requisiti minimi: una superficie di almeno 3 metri quadri per detenuto, la disponibilità di uno spazio individuale per dormire e la possibilità di muoversi liberamente all'interno. Se una o più tra queste condizioni non sono soddisfatte, sorge sì una forte presunzione di violazione. Questa situazione rende la sorveglianza sicuramente più complessa e aggravata dall'insufficienza di personale. «Una situazione drammatica per la quale mi attiverò con azioni mirate investendo il ministro di Giustizia e il sottosegretario. Cassino può rappresentare un caso limite» ha concluso il senatore Ruspandini.