Il tam tam delle indiscrezioni è incessante: l'accorpamento delle Camere di Commercio di Frosinone e Latina è arrivato ad una svolta importante. Con l'individuazione delle organizzazioni chiamate a designare i componenti del consiglio camerale. Una bozza di decreto che sarebbe sul tavolo del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Antenne dritte da parte delle associazioni di categoria, soprattutto della provincia di Frosinone. Per un motivo semplice: considerando che si è in attesa di conoscere l'esito di un ricorso al Tar pendente per quanto riguarda la fusione tra Rieti e Viterbo e tenendo presente che Roma andrà per conto proprio, l'unica provincia del Lazio che perderebbe la sede principale sarebbe proprio Frosinone. Il che significherebbe un ulteriore arretramento della Ciociaria sul versante del peso politico e della rappresentanza. Esattamente un anno fa, con decreto dell'allora ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, si è concluso l'iter di riordino delle Camere di Commercio. Le stesse però saranno costituite a decorrere dalla data di insediamento del nuovo consiglio camerale. Sempre un anno fa il dottor Pietro Viscusi fu nominato commissario ad acta della Camera di Commercio di Frosinone e Latina. È stato lui ad adottare la norma statutaria di composizione del nuovo consiglio.

L'assemblea della Camera di Commercio di Frosinone e Latina sarebbe composta da 33 membri, compreso il presidente. Questa la suddivisione dei seggi per settori di attività economica: 3 all'agricoltura, 3 all'artigianato, 6 all'industria, 7 al commercio, 1 alla cooperazione, 2 al turismo, 2 a trasporti e spedizioni, 4 ai servizi alle imprese, 1 a credito e assicurazioni, 1 ai cosiddetti Altri settori. Ancora: 1 seggio alle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti, 1 alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, 1 ai liberi professionisti.
Complicato districarsi nella fitta rete degli apparentamenti. Un elemento fondamentale in quello che sarebbe poi il passaggio finale e definitivo, vale a dire l'attribuzione dei seggi alle singole associazioni di categoria. Naturalmente però i conti li stanno facendo tutti, sulla base di due elementi: il numero delle imprese e, appunto, gli apparentamenti. Fra le indiscrezioni che circolano, per esempio, Confcommercio Lazio sud potrebbe avere fino a 7 seggi, Unindustria 5, ConfimpreseItalia 5. Anche per Cna 5 seggi, tra Frosinone e Latina.

Ma si tratta di mere ipotesi. Anche perché alla fine ci sarà pure un altro elemento da considerare: le intese fra le associazioni all'interno dello stesso settore.
Quello che è certo, qualora effettivamente la proposta che circola in queste ore fosse trasformata in un decreto firmato dal presidente Zingaretti, è che la Camera di Commercio Latina-Frosinone sarebbe l'ottava in Italia. Rappresentativa di oltre 125.000 imprese. Un "gigante": il patrimonio netto aggregato, nel 2015, era di circa 25 milioni di euro. La sede legale dell'ente camerale è stata individuata a Latina, quella secondaria a Frosinone. Prevista inoltre un'unica azienda speciale.

L'adozione e la pubblicazione del decreto rappresenterebbero una sorta di passaggio del Rubicone, perché non si potrebbe tornare indietro. L'attribuzione di rappresentatività alle singole organizzazioni imprenditoriali sarebbe un tassello decisivo e imprescindibile. Ultimato questo step si procederebbe con l'elezione del presidente, da parte dei consiglieri. Impossibile fare previsioni sui tempi, anche se secondo alcuni si potrebbe anche definire l'intero quadro tra marzo ed aprile.
Ieri però, su iniziativa del senatore leghista Gianfranco Rufa (contrario alla logica degli accorpamenti), si è tenuta una riunione presso il ministero dell'agricoltura. Sul tema proprio della riforma delle Camere di Commercio. Per il ministro Gian Marco Centinaio c'era il capo delle segreteria. Tredici Camere di Commercio erano rappresentate dai rispettivi presidenti (tra i quali Marcello Pigliacelli, dell'ente di Frosinone), sette dai segretari. Per un totale di venti dunque. Si è fatto il punto della situazione. Nei prossimi giorni potrebbero esserci novità. Bisogna considerare che la riorganizzazione prevede che in tutta Italia le Camere di Commercio scendano da 95 a 60. La riforma ha la firma dell'ex ministro Carlo Calenda, del Pd.

Oggi c'è un altro governo. La procedura però è avviata. E il decreto del presidente della Regione Lazio avrebbe l'effetto di dare alle associazioni di categoria trenta giorni di tempo (dalla notifica) per indicare i nomi dei consiglieri camerali designati.