Il "rent to buy" si può fare. La Banca d'Italia ha studiato la proposta del Comune di Frosinone e ha detto sì. Così palazzo Munari, che fino al 10 ottobre 2008 ha ospitato gli uffici della filiale frusinate dell'istituto di via Nazionale, diventerà proprietà dell'ente di piazza VI dicembre, che lo destinerà principalmente a sede di rappresentanza. Martedì 26 febbraio, alle 11, la delegazione comunale composta dall'assessore al patrimonio Pasquale Cirillo, che ha seguito e curato in prima persona l'intera operazione, dal segretario generale Angelo Scimè e dal dirigente del settore finanze Vincenzo Giannotti sarà a Frascati, al "Centro Donato Minchella", per la formalizzazione dell'accordo. Poi, il passaggio in consiglio comunale.

Il rent to buy
Il rent to buy è un nuovo tipo di contratto, introdotto nell'ordinamento dal Decreto Sblocca Italia, con cui il proprietario/concedente consegna fin da subito l'immobile al conduttore/futuro acquirente, che paga il canone; dopo un periodo di tempo fissato nello stesso contratto il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati. Si articola in due fasi (di cui una solo eventuale): la prima è quella della concessione dell'utilizzo dell'immobile; la seconda è quella del trasferimento della proprietà dell'immobile dal concedente al conduttore ed è solo eventuale: la norma, infatti, non prevede un obbligo reciproco delle parti a concludere l'atto di vendita, né prevede che il trasferimento del bene si verifichi automaticamente a conclusione del periodo di utilizzo; la legge riconosce, invece, al conduttore il diritto all'acquisto. Nel contratto dovranno essere specificate le due diverse componenti che costituiscono il canone da pagare: quella destinata al pagamento dell'utilizzo (remunerazione del godimento) e quella da imputare al prezzo nel caso in cui il conduttore decida di esercitare il suo diritto all'acquisto. Il contratto di rent to buy può essere stipulato per qualsiasi tipo di immobile: ad uso residenziale, commerciale, produttivo, direzionale, ed anche con riguardo a terreni.
La trascrizione del rent to buy produce, secondo la legge, un duplice effetto, in relazione alle due "fasi" nelle quali si articola: un effetto di opponibilità ai terzi, con riguardo alla concessione dell'utilizzo; un effetto prenotativo simile a quello che si produce con la trascrizione di un contratto preliminare con riguardo all'obbligo del concedente di trasferire la proprietà del bene in caso di esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore. In questo modo viene garantita piena tutela al conduttore, consentendogli di acquisire l'immobile nello "stato di diritto" in cui si trovava al momento della stipula del rent to buy, e neutralizzando al contempo eventuali trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli successive alla trascrizione del contratto.

Lo schema di Frosinone
Il prezzo di vendita della filiale ex Banca d'Italia è stato individuato in 1.650.000 euro di cui: 1.147.500 euro (il 75%) in quota acconto e 382.500 (il 50% del prezzo) in quota godimento del bene, da corrispondersi con un canone annuo di 153.000 euro per dieci anni. In sostanza, secondo lo schema di accordo, il Comune di Frosinone avrebbe la concessione del godimento del bene per due lustri, con l'opzione di acquisto da esercitarsi entro un termine, che deve essere ancora fissato, antecedente alla scadenza del periodo di concessione del godimento e che comunque deve cadere almeno entro 365 giorni prima della scadenza del contratto. In caso di opzione di acquisto viene trattenuta definitivamente la quota dei canoni che le parti hanno convenuto di imputare ad acconto prezzo, mentre la differenza, rispetto al prezzo complessivo, deve essere saldata alla stipula del contratto di compravendita.
Come finanziare l'acquisto? Certamente, non toccando le voci di bilancio già consolidate dei vari settori dell'ente, ma attingendo agli oneri di urbanizzazione e ai proventi che deriveranno dal piano di dismissione immobiliare, dal momento che alcuni privati hanno mostrato un interesse concreto per alcuni immobili messi in vendita dal Comune. Palazzo Munari (ex Banca d'Italia) presenta tutte le caratteristiche che meglio si confanno alle esigenze di spazi di un ente strutturato come il Comune di Frosinone. Disposto, infatti, su cinque livelli, tra quelli interrati e quelli sopraelevati, l'immobile si sviluppa su quasi 3.000 mq di superfici coperte. Il palazzo ex Banca d'Italia è stato inserito, tra quelli storici da recuperare, nel piano di gestione "Frosinone Alta" portato avanti dall'assessorato al centro storico per il quale ha la delega Rossella Testa, e nelle intenzioni dell'amministrazione Ottaviani lì potrebbero trovare posto gli uffici di rappresentanza del sindaco, degli assessorati, quelli dei gruppi consiliari, l'aula consiliare, l'archivio storico comunale e quello generale dell'ente, e gli uffici della maggior parte dei settori. Inoltre, cosa di non poco conto, si riattiverebbe un punto di grande importanza del centro storico tanto che il piano di gestione "Frosinone Alta" ha individuato la sede della ex Banca d'Italia come uno degli elementi che può veicolare la ripresa della parte antica del capoluogo.

«Una pagina storica della città sta per essere scritta - ha detto l'assessore Pasquale Cirillo - L'immobile di via del Plebiscito si trova in una posizione dominante e suggestiva ed è uno dei palazzi più belli di Frosinone, sicuramente tra i più degni per poter ospitare gli uffici di rappresentanza dell'ente che. Dopo il nuovo stadio, dopo l'inaugurazione del nuovo parco nell'area del Matusa, l'amministrazione Ottaviani sta mettendo in campo un grande sforzo per centrare un altro obiettivo strategico per la città. Un risultato che avrebbe una valenza ancora maggiore per il fatto che l'ente è sottoposto a piano di rientro per i 50 milioni di euro di debiti ereditati dalle precedenti amministrazioni».