Negativi effetti del Sin (Sito di Interesse Nazionale) e conseguente ricaduta su produzione ed occupazione. I pochi, coraggiosi imprenditori che cercano di investire riammodernando e addirittura realizzando nuovi impianti e capannoni, restano sconcertati dalle limitazioni imposte dal Sin e dagli inammissibili ritardi da parte delle istituzioni centrali.

Anche per realizzare una tettoia, un piazzale attrezzato ed altro, occorre il nulla osta previsto dal Sin. La perimetrazione del Sin come definita con decreto del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 321 del 22 novembre 2016, "Perimetrazione del sito di bonifica di interesse nazionale Bacino del fiume Sacco" all'interno del qualedefinisce che ogni opera da realizzare deve essere soggetta a conferenza dei servizi convocata a cura del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo le procedure contenute nelle "Linee guida sulle procedure operative ed ammnistrative per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Bacino del fiume Sacco", approvate con Decreto direttoriale prot.370/STA del 04.08.2017. Il territorio del comune di Anagni è quasi tutto soggetto al Sin, anche le zone non particolarmente soggette alle criticità ambientali che hanno indotto a perimetrare le aree come sito di interesse nazionale (Sin).

Gli imprenditori sono scoraggiati, ed i loro tecnici disorientati di fronte a quella che appare come una assurda violenza burocratica. Sta capitando sempre più spesso che, per iniziative all'apparenza elementari, all'intervento degli accertatori (polizia locale, carabinieri, forestali), seguano quasi in automatico il sequestro e l'ordinanza di demolizione. Nel dicembre scorso, su iniziativa del sindaco Daniele Natalia e dell'assessore all'ambiente ed urbanistica Vittorio d'Ercole, una task force di politici ed imprenditori si ritrovò a Palazzo d'Iseo per dibattere sul delicato argomento. Onorevoli e senatori, sollecitati dai rappresentanti dell'associazionismo locale e provinciale, si impegnarono a dare una brusca accelerata all'iter da seguire, procedendo pure alla sua semplificazione. Ad oggi, sostengono i tecnici più accreditati, nessuna novità ha rimosso gli ostacoli denunciati, e tra gli industriali c'è chi pensa di gettare la spugna.