Circa trenta disoccupati del comitato Vertenza Frusinate, percettori della mobilità in deroga nell'area di crisi complessa, sono stati protagonisti stamattina di un sit-in all'esterno della sede Inps (piazza Gramsci). All'interno, invece, le organizzazioni sindacali hanno incontrato i rappresentanti dell'istituto: Siddi (direttore), Mirra (vicedirettore), Caruso (dirigente) e Radici (responsabile prestazioni) per avere informazioni sulle tempistiche dei pagamenti pregressi dell'ammortizzatore sociale. Per i sindacati presenti Briganti (Cgil), Legnante (Cisl), Tarquini e Campagna (Uil) e Valente (Ugl). La riunione è stata promossa da Maceroni (presidente del comitato Inps Frosinone). L'Inps ha dettato quelli che saranno i tempi per arrivare al pagamento dei 780 ex lavoratori interessati dal provvedimento di mobilità in deroga.

«L'intero iter - evidenziano i sindacati - dovrebbe concludersi entro il 6 marzo per poi dare il via, a partire dalla metà dello stesso mese, ai pagamenti delle spettanze arretrate a copertura dell'intera seconda e terza finestra fino al 9 marzo. Successivamente si aprirà anche la discussione, sempre entro marzo, legata alla quarta finestra in virtù di quelle che sono le risorse che il ministero ha messo a disposizione».

Sottolineano, inoltre, che sarà attivata dall'Inps una task force per lavorare circa 300 pratiche a settimana e che, dell'evolversi della situazione, verrà anche informato il prefetto di Frosinone Portelli.

Resta aperta la partita per il nuovo accordo sulla mobilità in deroga 2019/2020: 117 milioni stanziati dal governo per le aree di crisi nazionali. La Regione Lazio ne ha chiesti 35 per la copertura dell'ammortizzatore (3 dei quali sarebbero utilizzati per i pagamenti pregressi di marzo, aprile e maggio riguardanti la scorsa quarta finestra). Così come resta aperta la partita riguardante la ricollocazione dei percettori della mobilità in deroga. Una platea che, in diversi casi, percepisce l'ammortizzatore sociale da 15 anni. Dal comitato Vertenza Frusinate continuano a chiedere lavoro e dai sindacati asseriscono che proseguiranno in questa "battaglia". Inevitabile dopo anni e anni di sussidio.