«Brutte notizie per i pendolari dei treni: stop alla possibilità di avere un piccolo indennizzo per i disagi patiti. Lo ha stabilito la Cassazione che con una sentenza dalla terza sezione civile ha rigettato il ricorso di un lavoratore pendolare». È quanto riferisce l'associazione di utenti e consumatori Sportello dei Diritti, sottolineando che «nello specifico, solo se a essere violato è un diritto inviolabile tutelato dalla Costituzione può scattare il risarcimento del danno non patrimoniale: non può essere risarcito, pertanto, il pendolare che lamenti il disagio patito a causa del pessimo servizio offerto dalla società di trasporti».

Il ricorrente «esponeva una serie di disagi patiti a causa dei ritardi sistematici dei treni sovraffollati e in pessime condizioni igieniche e fonte di esasperazione e di peggioramento della qualità della vita. Il tribunale riteneva che il lavoratore non aveva provato e neppure allegato il presupposto della gravità dell'offesa necessario per ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale. Alla stessa conclusione arriva il collegio di legittimità: la tutela risarcitoria del danno non patrimoniale è data, «oltre che nei casi determinati dalla legge, solo nel caso di grave e seria violazione di specifici diritti inviolabili della persona».

Nel caso affrontato, in primo grado il giudice di pace di Piacenza nel 2008 aveva dato ragione al pendolare condannando Trenitalia a risarcirlo con mille euro. La sentenza è stata ribaltata in appello con l'annullamento del risarcimento