Basta un forum per salvare i giovani? Basta un incontro tra associazioni e scuola per risolvere quel vuoto culturale e di aggregazione che "abita" a Cassino ormai da troppi anni? O serve qualcosa di più forte? Qualcuno pensa di avere la risposta. Si sono ritrovati tutti in sala Restagno martedì pomeriggio in un incontro promosso da Exodus e supportato dall'assessorato alle politiche sociali. Il dibattito è stato acceso, ogni associazione ha un'idea di cosa sia necessario per realizzare delle alternative valide in questa città.

«Sono soddisfatto -ha dichiarato Luigi Maccaro di Exodus- ci siamo confrontati sulla costituzione di un Forum per la promozione di politiche giovanili a Cassino, una città che aspira ad essere universitaria ma la cui Giunta non ha nemmeno espresso la delega specifica alle politiche per i giovani». Con una politica da sempre troppo lontana dalla realtà vissuta dai giovani e una totale assenza di strategie di intervento volte a promuovere il protagonismo giovanile, Maccaro evidenzia: «Il punto non è organizzare attività per far divertire i giovani in maniera sana, come pensa qualcuno. L'obiettivo è dare la possibilità ai giovani di organizzarsi per orientare l'agenda politica, la riorganizzazione della città, le politiche che vanno dal bilancio all'urbanistica, dalla cultura al sociale, dall'ambiente alla manutenzione. Inizieremo il giro delle scuole per incontrare rappresentanti di classe e di istituto per presentare il progetto ed eventualmente ricalibrarlo sulla base delle loro proposte».

Sarah Grieco del comitato salviamo l'Onmi aggiunge «L'esempio tangibile di come non sempre punti di vista diversi siano destinati a creare divisioni e spaccature. Dal dibattito sulle droghe, con posizioni molto distanti fra di noi, siamo arrivati a mettere in campo una cosa concreta, tangibile: il primo forum giovanile. Tante contrapposizioni, molte realtà ancora senza voce, una certa confusione. Abbiamo la responsabilità di sostenere e dare gli strumenti ai giovani. Possiamo iniziare con appuntamenti più regolari, c'è molto lavoro da fare».