Non più codice bianco, verde, giallo o rosso. Nei Pronto Soccorso si cambia: i codici utilizzati per "filtrare" i pazienti all'arrivo sono destinati a diventare cinque e di tipo numerico, così come stabilito dalle nuove linee guida sul triage intraospedaliero. L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa e diminuire il margine di errori medici.

I nuovi codici vanno da 1 a 5, dove 1 rappresenta i casi più gravi (emergenza), 2 l'urgenza, 3 l'urgenza differibile, 4 l'urgenza minore e 5 la non urgenza. I primi tre sono a medio-alta intensità di cure, mentre gli ultimi due a moderata-bassa intensità. I tempi stimati di accesso vanno da immediato a 240 minuti. Queste sono alcune delle novità operative in arrivo per i pronto soccorso italiani, contenute in un documento giunto al termine del suo percorso tecnico e pronto per essere inviato alle Regioni che dovranno mettere in pratica le nuove linee guida, facendole adottare nei propri sistemi sanitari.

A tracciare all'AdnKronos Salute i temi principali affrontati è Danilo Bono, del coordinamento tecnico della Commissione Salute delle Regioni, che ha seguito la genesi del piano, «frutto di un lavoro portato avanti in questi 7-8 mesi a cui hanno partecipato da tutte le Regioni». L'obiettivo, spiega, è «introdurre una serie di cambiamenti organizzativi. A livello operativo si introduce un doppio codice per la media gravità.
Se oggi abbiamo i codici bianco, verde, giallo e rosso, con le nuove indicazioni si introducono i codici identificati da numeri che vanno da 1 a 5. In questo modo il giallo viene "spacchettato" in due gradi di urgenza: quello che si riferisce al paziente che ha una stabilità e non rischia uno scompenso e quello che si riferisce al paziente più a rischio, il quale andrà monitorato in modo diverso».
«Ciò permette agli operatori di "stratificare" meglio le persone in attesa nei pronto soccorso -chiarisce l'esperto- Non cambia niente per l'utenza e non ci sarà confusione per il cittadino, perché è una questione operativa e inoltre il sistema di emergenza territoriale manterrà ancora il codice colore, poi si adeguerà». Quanto ai tempi di gestione in pronto soccorso, che già erano presenti in precedenza, «ora sono meglio definiti.

C'è poi un allegato che è dedicato alle situazioni di "iperafflusso". Un pronto soccorso può avere problemi di tre tipi: arriva troppa gente, ha difficoltà a smistare i pazienti al suo interno, oppure ha difficoltà a farli uscire, mandarli nei reparti e ricoverarli. Il documento precisa meglio la catena di operazioni da mettere in atto per gestire queste situazioni e prevede delle specifiche attivazioni di risorse interne».
In pratica, quindi, cosa cambierebbe? Con l'introduzione di una categoria in più (la ex verde si sdoppia e diventa 3 e 4) i casi più lievi vengono smistati allo specialista (senza passare attraverso il medico delle emergenze, concentrato sui casi più gravi e complessi). Per i pazienti meno gravi e i malati bisognosi di visite specialistiche, in sostanza, si prevedono percorsi differenziati.
E nei tempi di attesa che succederebbe? Sulla carta, i codici 5, i vecchi bianchi, dovrebbero essere trattati entro quattro ore dall'arrivo. Per i codici 3 e 4, gli ex verdi, la previsione è che il paziente sia visto entro 60-120 minuti. Per le emergenze (1) le équipe intervengono in tempo reale, per i casi urgenti (codice 2) ci sono 15 minuti a disposizione. La permanenza in pronto soccorso non potrà superare le otto ore, che diventano 36 per i malati trattenuti in "osservazione breve intensiva".