Integra alza bandiera bianca. La onlus annuncia: costretti a chiudere le nostre strutture straordinarie d'accoglienza dei migranti in Ciociaria. Alla base della decisione presa, nonostante un impegno quindicennale nell'accoglienza dei profughi, «i mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione». Al che la prefettura ha risposto chiedendo la corretta rendicontazione delle spese.

Dei 73 migranti gestiti nelle strutture di Sora (35), Veroli (25) e Vico nel Lazio (13), a parte quelli già inseriti nello Sprar, da oggi, in pratica, ci sono 65 profughi da trasferire in altre strutture.
Integra sostiene di aver rendicontato spese, da maggio a ottobre 2017, per 870.000 euro. Somme (che lo Stato versa alle prefetture e queste agli enti che si occupano dell'accoglienza) mai ricevute. In più, la Integra deve rendicontare le spese sostenute negli ultimi mesi dell'anno scorso e del 2018. Il che potrebbe far lievitare a oltre il milione e mezzo il resto della somma da richiedere. Peraltro la onlus è attiva a Milano, Pavia, Monza, Lodi, Brindisi, Lecce e Cagliari.

Con un nota la presidente Klodiana Cuka ricorda «quella drammatica estate del 2016, quando fu "chiamata" in Ciociaria per contribuire all'accoglienza dell'emergenza migranti (ad un costo sensibilmente più ridotto degli standard attuali), ospitati solo dalla generosa comunità di Pastena». Poi sono stati aperti i centri a Giuliano di Roma, Sora, Vico nel Lazio e Veroli, «contribuendo a governare quella difficile fase del territorio, al servizio delle istituzioni pubbliche». Cuka definisce la «decisione sofferta, ma inevitabile, dopo mesi e mesi di sfibrante attesa delle spettanze dovute, sempre rinviate, che hanno generato tensioni altissime, per il saldo del dovuto agli stessi volontari e collaboratori (tutti provenienti dal territorio), spesso sacrificati per assicurare le necessità e le esigenze dei beneficiari ospitati. In tal senso, l'associazione è amareggiata di dover lasciare a casa numerosi dipendenti che hanno reso servizio sino ad oggi».
Integra si dice «rattristata» per il trasferimento dei profughi «da contesti in cui avevano trovato casa e messo radici, tutto questo a causa dell'insostenibilità della situazione che non rende possibile il rinnovo della convenzione. Dispiace inoltre non poter portare avanti i programmi previsti nell'ambito delle azioni d'accoglienza ed integrazione, svolte in questo intensissimo periodo, sostenendo la stessa economia locale, nonché le sue iniziative culturali e sociali».

La onlus ricorda il coinvolgimento dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili, in collaborazione con i Comuni di Sora e di Veroli, la sponsorizzazione del restauro dell'orologio di Pastena, il sostegno a due edizioni del "Premio Vico" e ad altre iniziative culturali, sociali e sportive a Sora e a Veroli. Infine accusa la pubblica amministrazione di essere «sorda ed insensibile al bene comune».

La reazione della prefettura
Il prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, in serata, con un comunicato ha precisato che «da alcuni mesi l'associazione Integra onlus non ha ricevuto pagamenti, solo perché non ha presentato la regolare contabilità; la prefettura non è sorda e insensibile al Bene Comune,ma pretende la tenuta della regolarità contabile; è noto che non si può pagare senza la corretta fatturazione e la dimostrazione dei servizi resi, è storia arcinota; se Integra onlus realmente cessa le attività entro tre giorni, ciò verrà considerato un tentativo ricattatorio ed estorsivo nei confronti della prefettura con la volontà deliberata di costituire difficoltà e danni ai migranti, ai lavoratori, alla cittadinanza e ai Comuni. Tutto sarà più facile per tutti se Integra onlus manterrà gli impegni, rientrando nel solco della legalità»