Cannabis light come anticamera verso le dipendenze. Rischiosa per i minorenni. A parlarne è Luigi Maccaro che avvia un'opera di sensibilizzazione e scrive al prefetto, al presidente Zingaretti, alle autorità militari della provincia, al procuratore, alla Asl, al vescovo Antonazzo, all'abate Ogliari, al rettore Betta, al sindaco di Cassino e ai dirigenti degli istituti comprensivi.

«Da quasi trent'anni mi occupo di educazione dei giovani, da vent'anni sono responsabile della Comunità di Cassino della Fondazione Exodus, per quattro anni sono stato presidente dell'Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze del Comune di Roma, ho fatto parte della Consulta degli Esperti del Dipartimento Politiche Antidroga e di fronte al proliferare di negozi che vendono prodotti a base di cannabis, non riesco a stare in silenzio». E aggiunge: «Ho incontrato centinaia di persone e di famiglie con la vita rovinata dalle droghe e tutti, dico tutti, hanno cominciato con le cosiddette sostanze "ponte": tabacco, alcol, cannabis». E la paura maggiore è per i minorenni. Così come dichiarato in tante altre occasioni. Così come padre, educatore ed esperto di tossicodipendenze segnala sinteticamente i motivi «nella speranza che, ciascuno per le proprie possibilità e competenze istituzionali, intraprenda iniziative volte a stigmatizzare questo fenomeno». Lungo e approfondito l'elenco dei motivi, con spiegazioni articolate e norme alla mano, ma soprattutto dettagli sugli effetti o sui rischi della cannabis.
«Non viene data nessuna informazione sul fatto che assumendo significative quantità del prodotto si possa risultare positivi ai controlli attraverso i drug test della polizia stradale».

Né manca il riferimento al fatto che, grazie alle nuove normative, sia vietato aprire negozi di scommesse sportive in prossimità di luoghi come scuole, parrocchie, strutture sociosanitarie mentre aprono negozi di cannabis vicino a punti sensibili. «Torniamo, ancora una volta, a fare un appello affinché si possa costruire una strategia di prevenzione condivisa e una campagna di informazione decisa, forte, inequivocabile sulla pericolosità della cannabis per il benessere fisico, psicologico e morale dei nostri giovani».