Giulio Natalizia è il Presidente del "Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria", l'Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo. Lo incontriamo nell'azienda di famiglia, la Natalizia Petroli Spa che opera nel mercato petrolifero dal 1973. Imprenditore di terza generazione, Giulio ha mosso i primi passi proprio nell'azienda di Valmontone che, come racconta, ha radici lontane: «Mio nonno vendeva la benzina con le taniche ed il trattore quando ancora l'idea di mercato petrolifero di oggi non era neppure lontanamente pensabile» ci dice «con il desiderio di restare nel settore intrapreso da mio nonno, negli anni settanta, seppur in piena crisi petrolifera, mio padre e mio zio hanno deciso di mettere in piedi questa azienda» continua Natalizia. E la scelta coraggiosa della sua famiglia è stata ricompensata. Oggi la Natalizia petroli Spa è un punto di riferimento per il mercato italiano e, in particolare, per quello del centro sud del Paese. Dà lavoro a oltre quaranta dipendenti ed ha decine di impianti dislocati nel Lazio. È proprio il lavoro nella sua azienda, l'esperienza sul campo che lo fa entrare in diretto contatto con le necessità degli imprenditori che, come lui, operano nel nostro territorio. Da qui l'esigenza di fare qualcosa di concreto e l'ingresso del giovane Natalizia, classe 1985, nel Gruppo giovani imprenditori Unindustria. Un impegno costante che quest'anno che lo porta ad ottenere la carica di Presidente.

Una scelta coraggiosa quella della sua famiglia e dei tanti imprenditori che continuano ad operare nel nostro territorio nonostante la crisi e le difficoltà. Come Presidente dei giovani imprenditori, cosa crede che si possa fare per rilanciare l'economia del Lazio e con essa, quindi, quella della Ciociaria e dei territori limitrofi?
«Al centro del nostro programma c'è la territorialità come unica identità. È importante accrescere il senso di appartenenza regionale preservando le differenti identità territoriali . È necessario rilanciare il nostro territorio per far ripartire le imprese e l'economia. Ma è anche necessaria una maggiore vicinanza agli imprenditori da parte del governo».

A proposito di governo, cosa chiedono i giovani imprenditori di Unindustria all'attuale governo?
«Il problema della politica e di questo governo che sembra quasi vedere l'imprenditoria come un nemico del Paese è la comunicazione con gli imprenditori e con gli industriali e soprattutto con quelli più giovani. Non hanno voglia di sedersi ad un "tavolo" per ascoltare le nostre istanze. Diverso è il discorso con la Regione visto che l'Assessore allo sviluppo Economico, Manzella, sembra invece molto vicino alle realtà imprenditoriali del Lazio».

Oggi quando si parla di imprenditoria giovanile non si può non parlare di Start-Up, la nuova frontiera dell'impresa. Come avete in mente di incentivare i giovani ad avvicinarsi a questo settore?
«Come Presidente ho anche la delega al comitato start-up, a chi vuole investire in questo ambito forniamo il massimo supporto anche con agevolazioni sulle quote associative.
E per tornare sull'argomento "politica" abbiamo organizzato un incontro tra una delegazione di giovani e l'Assessore Manzella per confrontarci con le istituzioni sul tema e su quello che secondo noi è necessario fare. Inoltre, come comitato start-up, abbiamo anche ideato il premio "Unirsi per l'impresa": apriremo una call e cercheremo di individuare la migliore start-up che verrà premiata con le migliori consulenze per diventare a tutti gli effetti un'azienda produttiva».

Iniziative lodevoli, è vero. Ma nonostante i tanti sforzi i giovani continuano ad andare via da questo territorio perché lo vedono privo di prospettive. Cosa pensa si dovrebbe fare per evitare la fuga delle nostre risorse migliori e per spingere i giovani come lei a restare?
«Io penso che la miglior politica siamo noi, noi giovani. Nel gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria ci sono ragazzi e ragazze che hanno deciso di investire e fare impresa nel nostro territorio per risollevarlo. Abbiamo deciso di valorizzare le eccellenze locali e salvaguardarle. E questo lo puoi fare solo se resti, anche se spesso sarebbe più semplice andare altrove. Io sono uno di quelli che ha deciso di restare e continuerò. Per i giovani portiamo avanti numerosi progetti come quello dell'alternanza scuola-lavoro per far capire loro che sono la classe del futuro e per aiutarli ad avvicinarsi al mondo del lavoro e delle imprese».

L'obiettivo più importante dei giovani di Unindustria?
«Vogliamo attirare l'attenzione sulle problematiche di questo territorio a livello nazionale. Vogliamo che le nostre idee arrivino al sistema governativo. Noi continuiamo a lavorare qui perché ci crediamo veramente. Perché non vogliamo che il senso di sacrificio dei nostri genitori venga vanificato. Il nostro impegno è costante e quotidiano soprattutto perché, in tempi come questi, pensiamo prima a pagare i nostri dipendenti. Pensiamo a garantire lavoro per non far morire questo territorio. Ma questo non devono saperlo solo a casa nostra. Questo devono saperlo anche coloro che chi ci governano».