Lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano è in profondo rosso. Nella giornata di ieri la governance aziendale ha annunciato altri quattro giorni di cassa integrazione per il mese di novembre, che si vanno a sommare a quelli già annunciati nelle scorse settimane. Ricapitolando, dunque, i cancelli resteranno chiusi dal 25 ottobre al 5 novembre (compreso) e sempre il mese prossimo ci sarà un fermo produttivo nei giorni 9, 12 e 16 su tutti e tre i modelli: Giulia, Giulietta e Stelvio.

In totale sono dunque dieci i giorni di stop prendendo in esame il periodo 25 ottobre 16 novembre ma secondo fonti ben informate l'autunno caldo di Fca portrebbe prevedere altre fermate nella seconda metà del mese prossimo e a ridosso delle festività natalizie. Il perché è presto spiegato: nuovi modelli non ce ne sono e gli ultimi due mesi dell'anno, in genere, non sono i più "felici" per il mercato dell'auto. Ma se l'anno scorso e nel 2016 al 30 settembre (ovvero nei primi nove mesi dell'anno) la produzione dello stabilimento Fca di Cassino chiudeva con il segno più, quest'anno è invece in calo del 22,8% con meno di 80.000 unità prodotte contro le oltre centomila dell'anno scorso. Un mix micidiale se si considera che negli stessi giorni in cui sono stati diffusi i dati sul terzo trimestre dell'anno Giulietta è stata ferma per mancanza di cavi (la produzione riprende oggi) ed è stata annunciata nuova cassa integrazione per il mese di novembre. Tanto basta al segretario della Fiom-Cgil Donato Gatti per dire: «Oggi più che mai urge un tavolo nazionale per capire come fare per saturare gli stabilimenti italiani, perchè il problema non riguarda solo Cassino ma tutti i siti produttivi».

Intanto dai vertici di Fca trapela che il 30 ottobre alle ore 15 Fca svelerà i risultati finanziari del terzo trimestre del 2018. Cresce dunque l'attesa di conoscere i risultati finanziari della società del numero uno Mike Manley tra gli analisti e tutti coloro i quali sono interessati alle sorti del gruppo Fca, in particolar modo i sindacati e, ovviamente, i lavoratori dell'azienda e di tutto l'indotto: una platea di quasi 10.000 persone in tutto il Cassinate.