«I volumi di lavoro negli stabilimenti italiani sono quasi tutti in peggioramento da quest'anno. Nei giorni scorsi è stato nominato il responsabile dell'area Emea, Pietro Gorlier, dunque non ci sono più alibi: il piano industriale ora va implementato nel modo più veloce possibile». A parlare è il leader della Fim-Cisl Fernando Uliano che ieri in una apposita conferenza stampa a Torino ha fatto il punto sulla produzione degli stabilimenti italiani di Fiat Chrysler nei primi nove mesi dell'anno in corso. Ad eccezione di Melfi, si registra ovunque il segno meno. Anche a Cassino.
Nonostante nello stabilimento ai piedi dell'Abbazia siano stati fatti investimenti importanti, che nel 2016 e 2017 hanno permesso alla fabbrica di crescere.

Ora, però, la casa dell'Alfa rallenta. Giulia perde quasi il 40%, Stelvio va meglio ma comunque cala del 24%. Giulietta è stabile, ma intanto sia ieri che oggi la linea della compatta di segmento C resterà ferma per mancanza di cavi. La cassa integrazione, dovuta alle poche commesse ricevute rispetto alle aspettative, ha inciso molto sul consuntivo finale. Basti pensare che il 30 settembre dello scorso anno Giulia, Giulietta e Stelvio avevano già sfondato quota centomila unità; quest'anno si rischia di non arrivare in tripla cifra neanche per la fine dell'anno: l'anno scorso al 31 dicembre le immatricolazioni furono oltre centotrenta mila, quest'anno si calcola una perdita di circa il 30%. Ad oggi, ovvero ai primi nove mesi dell'anno, la perdita è del 22,8%.

Ad illustrare i risultati nel dettaglio è Mirko Marsella, delegato territoriale della Fim-Cisl: «Il 2017 -dice- ha rappresentato l'anno della crescita dei volumi Alfa Romeo trainati dalla salita produttiva di Giulia e Stelvio, spinta anche per aggredire nuovi mercati. Il 2018 si riscontra invece più come una fase di assestamento. Sono state prodotte circa 21.367 Alfa Romeo Giulia (-37,3% rispetto al 2017) e 31.444 Stelvio ( 24,1%). Le produzioni di Giulietta con circa 25.131 vetture è di fatto agli stessi livelli del 2017. La scelta del piano industriale di prevedere un "allungamento delle piattaforme" Stelvio e Giulia per il mercato cinese è indispensabile che abbia corso in tempi brevi, per ottenere risultati importanti in quel mercato.
Il piano industriale presentato a Balocco rafforza ancor di più il progetto Alfa Romeo con la presenza di altre 4 vetture nuove e il completamento della gamma e con una maggior presenza nei mercati, indispensabile per far crescere i volumi dello stabilimento di Cassino e poter poi recuperare quei lavoratori e quelle professionalità, che lo scorso ottobre 2017 hanno avuto l'interruzione del rinnovo del contratto di somministrazione».

A chiedere che ci siano subito certezze in merito ai nuovi modelli sono un po' tutti i sindacati, che vogliono delucidazioni dal nuovo Ad del gruppo Mike Manley. Per la Fiom-Cgil è invece necessario che scenda in campo anche il mondo politico a tutti i livelli istituzionali, a partire dal ministro del lavoro e dello sviluppo economico al quale i cigiellini chiedono un vertice nel più breve tempo possibile. Non solo per Cassino, ma per tutto il gruppo, che chiude con un passivo di circa il 6%.