«Alfa Romeo sta richiamando in Nord America 34.359 unità della berlina Giulia del 2017 e del 2018 e del Suv Stelvio prodotto nel 2018 perché i loro convertitori catalitici potrebbero surriscaldarsi. Ciò potrebbe causare lo stallo dei veicoli o addirittura il rischio di incendio. Il convertitore catalitico fa parte del sistema di scarico dell'auto che aiuta a ridurre le emissioni di un veicolo. Se si verifica il suo surriscaldamento, i conducenti potrebbero notare una luce di controllo illuminata sul cruscotto, una perdita temporanea di potenza del motore o "in casi estremi", un forte odore di bruciato. Un portavoce di Alfa Romeo ha detto alla stampa americana che il problema è causato da una mancata accensione del motore». Questo è quanto si apprende da una autorevole fonte vicina ad Alfa Romeo.

Il richiamo delle vetture prodotte a Cassino, tuttavia, non compromette la buona performances che Giulia e Stelvio stanno ottenendo Oltreoceano. E, a proposito di immatricolazioni, si attende con ansia di conoscere il numero delle vetture immatricolate a settembre, mese che va così a chiudere il terzo trimestre dell'anno e può dare una indicazione significativa di quelle che saranno le immatricolazioni complessive del 2018. Finora i numeri hanno premiato Cassino e il marchio Alfa, tuttavia a fine mese sono previsti altri giorni di cassa integrazione. La direzione aziendale Fca, infatti, ha comunicato la cassa integrazione ordinaria per 4069 lavoratori e lavoratrici (3715 operai e 354 impiegati e quadri) dello stabilimento Alfa Romeo di Cassino a partire dal 25 ottobre prossimo e fino al 3 novembre.

La richiesta della Fiom Un dato allarmante che preoccupa i sindacati, tant'è che la Fiom ha chiesto l'intervento del ministro Di Maio. «È necessario -si legge in una nota a firma di Michele De Palma e Donato Gatti- che si apra un confronto con le istituzioni, sia a livello regionale che nazionale.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, visto il ruolo strategico del settore dell'auto nel sistema industriale italiano, convochi un tavolo sull'automotive, anche in conseguenza dell'impatto sull'occupazione che hanno le scelte di Fca, delle scelte dell'Ue sulle emissioni e delle potenziali scelte protezionistiche di alcuni Paesi».
Solo qualche giorno fa proprio la Fiom aveva tuonato: «Aumenta di mese in mese l'utilizzo degli ammortizzatori sociali in Fca L'effetto domino della riduzione dei volumi produttivi colpisce anche i lavoratori Alfa Romeo di Cassino e ipoteca negativamente il rientro in fabbrica dei giovani precari lasciati a casa precedentemente dall'azienda».