«Prima ancora della pulizia, qui c'è degrado e abbandono». Così Francesco Raffa, presidente provinciale di Legambiente, commenta i risultati raggiunti ieri nella tappa frusinate di Puliamo il mondo. Dopo aver ripulito, venerdì, l'area esterna della scuola Ricciotti, i volontari di Legambiente si sono concentrati sul centro storico di Frosinone. Una scelta non casuale.
Visto, anche ieri, sono emersi tutti i limiti di una zona che stenta a decollare. Prima ancora di tracciare un bilancio dell'evento (al quale hanno aderito anche il Comune e la De Vizia che ha curato lo smaltimento dei rifiuti), Raffa ha evidenziato la scarsa partecipazione dei cittadini.
«Comunque -ha aggiunto- il manipolo di volontari è stato molto attivo».

Appuntamento a largo Turriziani, dove, per prima cosa è stata ripulita l'area circostante. «Anche sotto la statua di Norberto Turriziani abbiamo trovato di tutto e abbiamo ripulito i canaloni», continua Raffa. Un piccolo sfregio la mancata pulizia della statua ancor più grave considerato che siamo nel centenario della fine della prima guerra mondiale nella quale il tenente frusinate perse la vita. Ripulita l'area dei giardinetti sottostanti via De Gasperi, quindi i volontari sono risaliti per via Angeloni, concentrandosi in piazza Valchera, largo Sant'Ormisda e per finire con i giardinetti Conad.

Alla fine della giornata sono stati raccolti diversi bustoni di rifiuti. Soprattutto plastica, carta, ma anche bottiglie di birra, segno che le aree di notte sono frequentate per delle bevute, e cicche di sigaretta così tante da raccoglierle in una busta. E a tal proposito Raffa ha richiamato i cittadini a un maggiore senso civico o a fare come avviene in tante città europee dove chi fuma si porta dietro un piccolo posacenere per non inquinare. Altro problema evidenziato dagli ambientalisti e direttamente connesso con l'abbandono del centro storico sono i rifiuti che la gente getta, attraverso le serrande, all'interno dei tanti negozi abbandonati.
«Così nascono delle mini discariche sulle quali, essendo aree private, il Comune non può intervenire». Ed è anche per questo che Legambiente chiede un progetto di rilancio della parte alta della città.