Costruzioni, alberghi e ristorazione, manifatturiero, noleggio e agenzie di viaggio. Sono questi i settori dove si riscontrano le maggiori irregolarità. A dirlo sono i risultati dell'attività di controllo dell'ispettorato territoriale del lavoro di Frosinone nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 giugno di quest'anno. Gli ispettori hanno effettuato 248 accertamenti, 741 ispezioni per un totale di 989 accessi. I settori maggiormente monitorati sono stati le costruzioni con 346 accessi, il commercio con 120, gli alberghi e ristoranti con 119, l'industria manifatturiera con 104 e gli altri servizi con 100.

Quanto alle irregolarità riscontrate, la percentuale più alta si riscontra nelle costruzioni con l'87,5%, seguita da noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con il 71,4% e da sanità e assistenza sociale con il 64,7%. Irregolarità marcate anche nei settori manifatturiero con il 63,5%, alberghiero e della ristorazione con il 63,4%, i trasporti e magazzinaggio con il 56,2% e, ma con un numero baso di controlli, l'amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria con il 60%. In termini assoluti il grosso delle irregolarità riscontrate si annida nelle costruzioni con 232 pratiche irregolari su 265. Seguono gli alberghi e la ristorazione con 59 pratiche irregolari su 93. Sono 40 le pratiche irregolari su 103 avviate dall'ispettorato del lavoro nel settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motoveicoli. E poi 20 su 28 sono le irregolarità riscontrate per noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese. E ancora 18 su 32 sono le irregolarità nel campo dei trasporti e magazzinaggio. Ammontano a 14 su 36 le situazioni non a norma scoperte nelle altre attività di servizi.

Scendendo ancor più nel dettaglio abbiamo 123 lavoratori cui si riferiscono le violazioni nel manifatturiero, 58 delle quali dovute all'interposizione, 61 all'orario di lavoro, 12 per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, 30 per altre violazioni amministrativa e 13 per mancata copertura delle posizioni riservate ai disabili. Sono 68 le posizioni irregolari emerse per sanità e assistenza sociale, 39 delle quali hanno fatto emergere una situazione di lavoro nero, 17 le violazioni per l'orario di lavoro e 61 le altre violazioni amministrative.
Nelle costruzioni le irregolarità si riferiscono a 52 lavoratori, 21 dei quali erano in nero, 13 per interposizione, mentre le violazioni delle norme sulla salute e la sicurezza dei dipendenti sono 236. Si tratta, in questo caso, del numero più in alto tra tutti i settori, considerato che in totale le violazioni di questo genere sono state 268.
Sono 51 le posizioni irregolari di altrettanti lavoratori nel commercio. Oltre la metà, 26 per la precisione, sono risultati in nero. Segnalate anche 18 violazioni sull'orario di lavoro e altre 35 violazioni amministrative. Sono 39 i lavoratori in nero su 47 infrazioni riscontrate dagli ispettori del lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione. Otto le violazioni sull'orario, undici quelle penali e 26 quelle amministrative. Inoltre risultate scoperte 16 posizioni riservate ai disabili.
Sono 42 i lavoratori per i quali sono scattate le violazioni nel campo del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese. Di questi uno era in nero, quindi 24 sono i fenomeni di interposizione, quattro per riqualificazione, 13 sull'orario di lavoro, tre per violazioni della sicurezza sul lavoro. Quindi anche una violazione penale e nove amministrative.
Nel settore dei trasporti sono state trovate 22 posizioni irregolari, di cui quattro per lavoro nero e 18 per violazioni della disciplina sull'autotrasporto. Segnalata anche una violazione penale e sette amministrative.
Nel settore dell'agricoltura sono emerse 15 posizioni irregolari, tutte connesse all'orario di lavoro con quattro violazioni amministrative. Sei lavoratori in nero sono stati trovati negli altri servizi.
Il che porta, nell'arco di tempo considerato, il totale dei lavoratori in nero scoperti a 140. Quasi sei su dieci lavorano tra assistenza sociale, alberghi e ristoranti.