La cassa integrazione cresce ancora. Gli effetti della crisi sul Frusinate non tendono a concedere una tregua. E questo nonostante un trend in miglioramento nel resto del Paese.
I dati della Uil disegnano un quadro negativo per la Ciociaria nei primi sette mesi dell'anno. In crescita del 32%, è la cassa integrazione nel confronto con lo stesso periodo dell'anno passato. Il dato è determinato dal più 141,1% dell'ordinaria e del più 74,5% della straordinaria. Risulta in calo, del 97,8%, l'in deroga Il totale si attesta al 32%.

A Latina, invece, il ricorso alla cig porta a un più 180%, determinato soprattutto dalla straordinaria che registra un autentico boom con un più 539,4%. Nelle altre province il segno è prevalentemente negativo: Roma a meno 18%, Rieti a meno 23 e Viterbo a meno 57.

In termini assoluti in Ciociaria le ore di cig si attestano a 2,6 milioni, di cui quasi un milione e mezzo di straordinaria e 1,2 milioni di ordinaria. Latina si attesta poco sotto 1,8 milioni. Nel report viene considerato anche l'andamento nel mese di luglio in confronto pure con lo stesso mese del 2017. Il ricorso maggiore è alla cassa integrazione straordinaria con 286.000 ore, quindi quella ordinaria ammonta a 39.533 e quella in deroga a 1.508. Nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, Frosinone fa registrare una crescita del 169%, mentre diminuiscono sia l'ordinaria (-3,6%) che quella in deroga (-93,4%). Il che porta il totale complessivo a un più 92%. Nello stesso periodo Latina ha fatto registrare una crescita del 377% soprattutto per via dell'ordinaria che ha avuto un'impennata del 480%.
A Roma si registra un aumento del 20% grazie al più 31% della straordinaria, mentre Viterbo segna un meno 55% derivante dall'abbattimento della cassa in deroga.
Per la provincia di Rieti non è possibile effettuare un confronto visto che il dato di partenza era zero.

Con riferimento al solo mese di luglio, la Uil segnala che «sono stati quasi 15 mila i cassintegrati nella nostra regione, contro i 10.500 dello stesso periodo dell'anno precedente. Un incremento in totale controtendenza rispetto al panorama nazionale, dove le ore complessive di cig sono fortemente diminuite (-69% al Sud; -56% al Centro e -52% al Nord)». Il sindacato evidenzia anche che «Latina, Frosinone e Rieti sono le province più penalizzate tanto da rientrare nella classifica delle dieci città italiane con il maggior incremento di cig».