D'accordo i cento milioni per costruire il nuovo ospedale, benissimo i trenta per il consolidamento antisismico di quello attuale. Ma dove sono i progetti? E quali saranno i tempi delle due operazioni con cui la Regione Lazio promette di rimettere in piedi l'edilizia sanitaria di Sora e del suo vasto comprensorio? Se lo chiedono i medici ciociari dello Snami (Sindacato nazionale medici italiani) che, attraverso una lettera del presidente provinciale Giovanni Magnante, premono su Asl e Regione affinché dalle promesse si passi ai fatti concreti. Magari in tempi rapidi. Anche perché il rischio sismico esiste e il Santissima Trinità non ne sarebbe immune, dovendo peraltro assistere la popolazione di un'area molto ampia in caso di calamità.

Da qui l'appello dello Snami per sbloccare subito i due progetti. «Ad oggi -spiega il dottor Magnante- non si è avuta notizia certa in merito all'avanzamento effettivo di tali interventi. Considerando che l'ospedale di Sora, già classificato in zona a massimo rischio sismico, si trova inoltre in un unico sistema di faglie che interessa il Sorano ed il Molise, dove è attualmente in atto una serie di movimenti sismici, si è ritenuto opportuno sollecitare l'ente per l'attuazione delle opere con massima celerità, considerando che la tipologia degli interventi implica già di per sé modi di realizzazione complessi e quindi è necessario ottimizzare i tempi data la rilevanza della materia».
Un pressing che il sindacato esercita per almeno due motivi: «per ragioni morali a favore dei cittadini-utenti e dei ricoverati presso le strutture -precisa il presidente provinciale dello Snami- e per ragioni d'istituto a favore dei lavoratori che sono impiegati negli stessi edifici. Si è perciò chiesta all'ente una verifica sullo stato della situazione e conseguentemente di adottare con la massima urgenza le necessarie misure del caso, dandone riscontro, data l'importanza e i risvolti che la questione potrebbe implicare».