Maledetta laurea. Questo il paradosso che emerge dall'indagine condotta dal centro studi Cisl Frosinone sul mondo occupazionale in provincia (dati 2017).
«La sofferenza maggiore è dei laureati che a livello nazionale raffigurano il 26,3% dei giovani tra i 30 e i 34 anni, mentre in provincia rappresentano soltanto l'11,5% della forza lavoro ciociara -evidenzia il report-Migliori possibilità per i diplomati (33% degli occupati) e per coloro che posseggono una qualifica professionale (28%). Addirittura nel 27% dei casi, per accedere e permanere nel mercato del lavoro è sufficiente la scuola dell'obbligo».

Un paradosso che dalla Cisl analizzano, mentre il campanello d'allarme continua a suonare. «La questione -evidenziano- È legata allo scollamento dell'istruzione/formazione e il mercato del lavoro, ma altresì all'incapacità degli attori locali e istituzionali di fare sistema e orientarsi alla progettazione del futuro prossimo. Negli ultimi anni, grazie anche ad alcune innovazioni ordinamentali, quali garanzia giovani e l'alternanza scuola-lavoro obbligatoria, sono stati attuati dei correttivi, che, comunque, non sono stati in grado da soli di invertire la tendenza».

Eppure, nella provincia delle contraddizioni legate al mondo occupazionale, i giovani della Ciociaria «hanno una considerevole propensione agli studi accademici. Se a livello nazionale, infatti, la percentuale di iscritti all'università, in rapporto alla popolazione residente raggiunge il 2,79%, a Frosinone si arriva fino al 3,3%. E il 71% di questa percentuale sceglie facoltà fuori sede, il 28,9% di loro fuori regione, mentre quasi uno su quattro resta nell'ateneo di Cassino. Nel 2017 si sono laureati circa 2.800 studenti in Provincia di Frosinone».